Anteprima del mio nuovo libro…

TITOLO

Un amore imperfetto…perfetto.

Lui sapeva che c’era altro, sapeva che esisteva altro oltre gli amori che aveva vissuto…
Lo sentiva nel cuore in ogni storia, in tutte le storie della sua vita in cui, in certi attimi, guardava le donne che aveva conquistato pensando “non mi basta, lei non sarà per sempre”… per questo dopo poco se n’era andato, dopo aver lasciato il segno di sé in molte vite.
Un RE è troppo potente per non lasciare il segno della sua spada al suo passaggio…
Troppe lacrime si era lasciato alle spalle, troppi fallimenti, troppe donne che non aveva amato, che si erano illuse con poco di poter fermare la sua corsa alla felicità, a tutto quello che sentiva di volere dall’amore da una donna, al suo regno di pace, verità e amore che sentiva di desiderare.
La sua vita era stata incredibile, tra grandi vittorie e tragedie, tra donne di poco conto di una sera e amori che sembravano grandi, ma che con un grande amore non avevano nulla a che fare.
Aveva anche pianto per amore, quanto aveva pianto, aveva desiderato che quell’amore, che i suoi valori vedevano, potesse nascere ad ogni storia; ma l’amore non può essere ad ogni incontro, quanti fattori devono collimare per chiamare amore un sentimento talmente superbo e raro da potersi chiamare così!
Aveva avuto donne di ogni genere, poteva permettersele, il suo modo di essere, di vivere, i suoi valori, il suo aspetto attraeva, attraeva le donne come una calamita e lui neanche sapeva e capiva perché.
Li chiamano uomini Alfa, quegli uomini diversi da ogni altro che fanno nascere il desiderio in ogni donna di procreare con un capobranco in grado di trasmettere con il suo seme la sua intelligenza e i suoi valori ad un erede.
Quante donne avrebbero pagato per averlo, quanta bellezza lui aveva sprecato, quanti corpi perfetti con odori sbagliati.
Quante illusioni e quanti dolori avevano attraversato la sua anima inquieta e dannata.
Non aveva mai vissuto davvero di solo amore, la sua vita era stata piena di battaglie da combattere, di vite da salvare e di cose da capire e da insegnare.
Aveva vissuto tutto, sentiva nell’anima che per poter essere pronto ad amare, doveva sbagliare, doveva soffrire, doveva fare soffrire.
Ad ogni sua battaglia diventava più forte, più consapevole di quanto difficile poteva essere l’amore con tutti i suoi meccanismi infernali, che lo rendono una delle più grandi gioie per gli esseri umani ma anche una delle più grandi tragedie.
La sua dannazione lo portava ovunque, anche in storie impossibili che non gli servivano ad altro che a capire la grandezza e la rarità dei sentimenti.
Non si era mai fermato, prima di lei ne aveva viste tante di donne, ma non aveva mai visto una donna bella quanto aveva visto tremendamente bella lei…bella come i suoi occhi vedevano bella una donna tra migliaia di donne che ormai nemmeno vedeva più…La vide un giorno qualunque ad una fermata dei mezzi pubblici.
Quel giorno assurdo che non sapeva quanto avrebbe cambiato la sua vita e la sua anima per sempre.

(Marco.S.)

REGOLE TUTTE UGUALI

Questa frase è nata ieri dalla mia anima….mettere insieme poche parole ( non so neanche come mi accade ) e rileggendo ritrovare una delle verità assolute dell’esistenza, mi crea una sensazione che non so descrivere, è come un orgasmo ma con la lacrima.
Questo credo sia una degli aforismi più belli che ho scritto che voglio tatuare anche sulla mia pelle.
Che vi voglio bene lo sapete ..
Buon weekend a voi anime belle.
(Marco.S.)

Rimarrà di me…

Sento, sento che il mio scrivere arriva, ora sento che sto donando qualcosa, qualcosa di me a tante persone…sento che rimarrà tanto del mio essere in questo mondo, dove tutto scorre così velocemente e tutto brilla un giorno e il giorno dopo svanisce.
Sento che aprire l’anima mi serve, mi salva e non posso più farne a meno, neanche se volessi…
Sento che scrivere mi appaga, mi riempie, sono i momenti più belli delle mie giornate e delle mie notti buie, quando non so dove scappare, sento urlare i miei pensieri che devo trasformare in parole, poi rileggo, a volte le lacrime scendono e mi sento meglio.
Sento che il mio scrivere mi salva dalla vita che non posso più permettermi a causa della mia malattia, che divora i miei giorni, e della dannazione che non mi lascia mai.
Sento il bisogno di condividere il mio sapere, che così tanto mi è costato.
Sento il bisogno di non morire, non in un letto, e di essere vivo nei pensieri di tanti, nelle loro riflessioni, a volte nelle loro decisioni.
Sento, scrivendo, di dare valore ai miei sbagli, alla vita che avrei voluto e alla vecchiaia che avrei meritato… che non potrò più avere.

GRANDI AMORI

NON GIUDICHIAMO ORRIBILE L’UMANITÀ SOLO PERCHÉ ALCUNI CI HANNO FATTO SOFFRIRE, NON HANNO PROVATO I SENTIMENTI PER NOI CHE VOLEVAMO O SPERAVAMO…O CI HANNO LASCIATI, TRADITI, DELUSI O FERITI…
NON È VERO CHE NON ESISTONO DONNE E UOMINI CHE SANNO PROVARE GRANDI SENTIMENTI….
ESISTE INNAMORARSI OPPURE NO, ESISTONO RAPPORTI IN CUI UNO DEI DUE SEMPLICEMENTE NON SI INNAMORA, MENTRE L’ALTRO MAGARI SI…
L’AMORE, TALMENTE RARO E UNICO TRA LE COSE DELLA VITA, NON SI PUÒ COMPRARE NE’ VENDERE…NON SI DECIDE PER CHI…NON SI DECIDE QUANDO…NON SI DECIDE COME E NON È PER FORZA PER CHI NOI PENSIAMO O DESIDERIAMO POSSA CORRISPONDERCI…E SOPRATTUTTO NON È PER TUTTI….
PER QUESTO ESISTONO POCHISSIME, RARE GRANDI STORIE D’AMORE CHE DURANO PER SEMPRE E TANTE ALTRE CHE FINISCONO PER UN NIENTE….PERCHÉ DI NIENTE COMINCIANO………
A VOLTE, MOLTE VOLTE, SIAMO NOI CHE NON SAPPIAMO FARCI AMARE…
L’AMORE PER SEMPRE NON È AD OGNI INCONTRO, NON PUÒ ESSERE AD OGNI INCONTRO…NON È AD OGNI COSTO… È COSÌ RARO… QUELLO DI UNA VOLTA, IN DUE VITE TRA MIGLIAIA DI VITE…QUELLO IN CUI COLLIMANO TUTTI I FATTORI…
CI SI TROVA SENZA PARLARE…LE ANIME SI FONDONO, GLI ODORI SI PIACCIONO, I CUORI BRUCIANO E I PENSIERI SI UNISCONO…
INFINITE SENSAZIONI CHE TRAVOLGONO ENTRAMBI NELLO STESSO MOMENTO, NELLO STESSO MODO, CON LA STESSA INTENSITÀ…
È SOLO E SEMPRE L’AMORE CHE CAMBIA LE COSE…CAMBIA LE PERSONE E LE RENDE BELLE, BELLE DENTRO E FUORI…
CAMBIA TUTTO E LE FA DIVENTARE ANCHE QUELLO CHE NON PENSAVANO DI POTER ESSERE MAI PER NESSUNO…
E NON È DIFFICILE TROVARE ESSERI UMANI CAPACI DI AMARE…È DIFFICILE INCONTRARE IL GRANDE AMORE NELL’UNICA VITA CHE ABBIAMO…
QUANTE VOLTE PENSIAMO POSSA CAPITARE TUTTO QUESTO?
QUINDI NON PRENDIAMOCELA SE CHI CI PIACE NON CI CORRISPONDE… E NON GIUDICHIAMO SENZA CUORE TUTTE LE PERSONE DELLA TERRA, SOLO PERCHÉ CHI VOLEVAMO A TUTTI I COSTI NON HA APPAGATO I NOSTRI BISOGNI E RICAMBIATO I NOSTRI SENTIMENTI…
PENSIAMO A QUANTE VOLTE NON ABBIAMO AMATO NOI DAVVERO..E CON QUANTE PERSONE NON SIAMO STATI BELLI…BELLI COME MERITAVANO…E ABBIAMO SPORCATO, INFANGATO E TRADITO…
PERDONIAMO NOI STESSI E PERDONIAMO IL MONDO…
FACCIAMO VINCERE L’AMORE…..L’AMORE SEMPRE….
( Marco.S.)

IL MURO BIANCO DELLA MIA STANZA

Solo, solo con me stesso, in silenzio, fissando quel muro bianco della mia stanza che così tante volte nei momenti bui è stato lo specchio dei miei pensieri, se solo potesse parlare quel muro mi racconterebbe la mia vita, la verità assoluta di me come nessun’altro, le mie paure, le insicurezze.
Con lui ho condiviso indecisioni, passioni, amori sbagliati, desideri inconfessati e le mie lacrime…quante lacrime, la mia pazzia, la mia maledetta malattia, quel muro che ormai è come se vivesse lì, aspettando i miei occhi i miei pensieri.
Quel muro bianco ruvido, che come una spugna assorbe la mia mente volubile, a volte folle e assurda, a volte troppo contorta anche per lui..ma lui rimane lì e ascolta come nessun’altro, in silenzio, inerme, bianco come la purezza dei sentimenti che così tante volte, illuso, gli ho raccontato, prima di sporcarli con le debolezze che fanno parte di me.
Quel muro che non si è mai tirato indietro, al contrario di ogni persona in cui ho creduto.
Un compagno di riflessioni fedele quel muro, che un giorno qualcuno guarderà inconsapevole di quanta mia vita da lì è passata, impregnato di me e del mio film solo andata che non tornerà…quel muro con cui forse un giorno, qualcun’altro parlerà.

(Marco.S.)

LE MIE LUNGHE RIFLESSIONI NOTTURNE

Non esiste quasi più l’altruismo, il donare senza necessariamente ricevere qualcosa in cambio.
Non esistono più la correttezza, l’ingenuità, la dignità, il pudore, l’educazione, la spontaneità, la lealtà, l’onestà, la vergogna nel dover fare i conti con la propria coscienza, guardandosi allo specchio.
Oggi si vive la propria vita come ci va, giusta o sbagliata che sia, cercando di ottenere a qualsiasi costo quello che si desidera e serve, tanto non vi è punizione per questo “Lo fanno tutti “…e del resto, di tutto il resto, chi se ne fotte…
Non si sta più insieme per amore, per comprendersi, aiutarsi, ma per farsi guerra, per rovesciare addosso ad altri i propri problemi, le proprie insoddisfazioni e frustrazioni e le proprie vite sbagliate, si cerca chi sia capace di riempire vuoti, soddisfare desideri e aspettative, magari senza donare nulla in cambio.
Siamo pieni di pretese, di illusioni, di sogni e bisogni assurdi che nessuno potrà soddisfare mai…abbiamo tutto, ma riusciamo a non essere felici comunque per quel qualcosa che manca sempre e che appena manca si va a cercare altrove, senza pensare troppo al male che si potrebbe fare agli altri.
Mi chiedo spesso, nelle mie lunghe notti di riflessioni profonde, cosa ha portato gli esseri umani a ridursi così, cosa ha distrutto i valori che ci rendevano fieri ed orgogliosi del nostro essere, ottenuto con fatica, e di quel poco che si aveva.
Mi chiedo cosa sia stato a causare tutto questo, se la poca intelligenza, la poca voglia di fare fatica, il cervello umano nato sbagliato, pieno di debolezze e di sbagli, contraddizioni e assurdità.
Mi chiedo se sia stato il materialismo, ciò che qualcuno più furbo ci ha fatto desiderare come la miglior vita possibile, circondarsi di cose invece che di valori e sentimenti.
Mi chiedo perché ci siamo cascati, senza riflettere, senza opporci, senza lottare.
Mi chiedo alla fine di tutto cosa rimarrà di molte esistenze, la cattiveria? Ciò che hanno accumulato e che, una volta finiti in un letto di ospedale, non servirà a rendere meno dolorosa la propria fine? Con la vergogna nel cuore di una vita passata a cercare di sembrare ciò che non si è stati?
Si vive ormai di opportunismo, si è capaci di accusare gli altri, di rubare, tradire, giudicare, infangare per salvare se stessi.
Questo mondo ormai social, dove tutti possono essere chiunque e nessuno si chiede “a cosa mi sarà servito essere qualcuno nel virtuale e nessuno nella vita reale?”
Mi chiedo come finiremo se si uccide per una religione diversa, un amore sbagliato, per la sete di denaro, potere e onnipotenza.
Ormai si vive di luoghi comuni… ” non esistono più i grandi valori, il mondo fa schifo”, ma se nessuno di noi è stato, chi ha reso questo mondo quello che è diventato?
Se sono sempre gli altri, chi sono gli altri? I responsabili di questo scempio?
Solo l’autoanalisi e il ritorno alla consapevolezza e alla coscienza potranno salvarci, ma è troppa fatica che non si ha più voglia di fare.
Questo è il mondo, il frutto di ciò che tutti siamo e dei nostri sbagli che, per mancanza di coraggio, non ammetteremo mai…
Questo mondo arrivato al conto, che prima o poi tutti saremo costretti a pagare.

(Marco.S.)

I SOCIAL OGGI

Il XXI secolo può essere denominato “secolo dei social”, in quanto la vita è pienamente condizionata dal loro uso. Quest’utilizzo, però, porta a risvolti positivi o negativi?

Sicuramente, se usati con il giusto criterio, i social hanno ottime funzionalità. Ci permettono di essere sempre in contatto con persone lontane da noi, consentendo lo scambio di messaggi istantanei; inoltre, in rete possiamo cercare qualsiasi informazione di cui abbiamo bisogno.

È anche vero che un utilizzo ossessivo può portare ad una vera e propria dipendenza. Secondo uno studio condotto dall’Università del North Carolina, la ragione è scientifica: si tratta di rilascio di dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nei fenomeni di dipendenza.

Difatti, i social possono impossessarsi della vita degli utenti, rendendoli schiavi. Gli obiettivi personali non sono più quelli di realizzarsi nel lavoro e nella vita privata, importa solo quanti amici e quanti “mi piace” si ha sui social; non si fa più un’esperienza per il piacere di farla e di arricchire il proprio bagaglio culturale, piuttosto si ricerca sempre l’occasione per tradurre l’esperienza in un post su Facebook, in un tweet su Twitter, o in una storia su Instagram. Effettivamente, i social media hanno cambiato il modo di vedere il mondo, tanto che corre il detto “se la cosa non è stata pubblicata su Facebook, non è avvenuta”, poiché la vita non è più quella reale, bensì quella virtuale.

Inoltre, a causa dei social, non esiste più la privacy. Inserendo le nostre informazioni in rete, esse possono essere viste da chiunque e spesso sono utilizzate per fini illegali. Ad esempio, se qualcuno volesse farci del male, potrebbe sapere in ogni momento dove siamo, con chi siamo e che cosa facciamo. Ciò che è più sconcertante è che non solo i singoli individui violano la nostra privacy per stalking, ma anche gli enti più grandi, perfettamente consapevoli del reato che compiono.

Al 2018 risale una notizia scandalo: Facebook avrebbe condiviso i dati di più di 50 milioni di utenti americani con la società per poterla influenzare in ambito elettorale. Mark Zuckerberg ha scritto: “Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni”, ma non avrebbe dovuto pensarci prima? Successivamente il proprietario del social ha cercato di spiegare l’accaduto in un post. Tutto è iniziato quando Aleksandr Kogan ha creato un’applicazione per quiz sulla personalità, consentendo la condivisione dei dati degli utenti che scaricano l’app e dei loro amici. È stato richiesto che gli sviluppatori ottenessero un’approvazione da Facebook prima di richiedere dati sensibili alle persone. Nonostante ciò, il problema si è riproposto quando Kogan ha condiviso i dati dell’app con Cambridge Analytica senza il consenso delle persone. A questo punto, Zuckerberg ha chiesto di eliminare tutte le informazioni ottenute illegalmente e di avere delle certificazioni formali. Ma i dati non sono stati cancellati, bensì venduti ad associazioni che, attraverso di essi, hanno condizionato il pensiero politico degli utenti.

Dopo essere venuti a conoscenza di violazioni come questa, potremmo mai avere la certezza che il nostro profilo social sia protetto e che, quindi, le nostre informazioni personali siano scambiate solo con chi desideriamo? Da parte nostra, dovremmo provare a condividere meno informazioni possibili e, di conseguenza, a ridurre la dipendenza da qualcosa che in realtà non migliora la nostra vita, ma la distrugge.

(Articolo pubblicato su i Vespri Siciliani)

DATI ALLARMANTI DEI SOCIAL

In un mondo sempre più interconnesso, i social stanno influenzando inevitabilmente il nostro modo di vivere, prendendoci tempo ed attenzione. La curiosità, il desiderio di condividere e di socializzare, sono solo alcuni fattori che spingono l’utente a volersi connettere. E chi non è iscritto è “fuori dal mondo”. Cosa ne pensa la gente dei social? In particolare quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi di questa enorme diffusione?

Era il 1968, quando il sociologo Marshall McLuhan espresse il concetto di villaggio globale, un mondo interconnesso in cui la comunicazione non ha limiti di spazio e tempo. Ad oggi quella dei social network è diventata una vera e propria esperienza quotidiana, comunicare con una persona dall’altra parte del mondo è a portata di pollice.

I dati parlano chiaro

Secondo la fonte Digitalic – We Are Social Nel 2017 più della metà della popolazione mondiale è connessa quotidianamente da uno smartphone. 4 miliardi di persone utilizzano internet, il 30% in più rispetto al 2016, con un tempo medio speso di due ore e 20 minuti al giorno.

Se da una parte l’implicazione che oggi i social hanno sul business e sull’economia può essere considerato un fattore positivo (basti pensare allo sviluppo dei publisher e dei brand, alla comodità con cui è possibile usufruire dei vari contenuti), dall’altra si accusa una perdita di contatto con la realtà: il modo e il luogo in cui questi social vengono utilizzati ha dato via a una serie di problemi “nuovi” a cui l’uomo sta prendendo a mano a mano provvedimenti.

Legge e social

Si fanno largo a fatica nuove legge sulla Privacy sui contenuti pubblicati, di cui l’utente è responsabile ben sapendo che tutto ciò che viene caricato sul web non si può più cancellare.

E che dire dell’utilizzo dei telefonini sul posto di lavoro, a scuola o mentre si è alla guida?

Finché la crescita dei social registrerà dati positivi resteremo ancora in un periodo di passaggio, sull’uscio del villaggio globale completo ma ancora senza regole e controlli. Prima di allora è nostra responsabilità fare buon uso di questo grande potere ancora sconosciuto.

I Social Media sono strumenti, ormai, irrinunciabili per brand e aziende, indispensabili e altamente strategici all’interno di un piano di comunicazione, ma anche piattaforme sulle quali sempre più utenti condividono contenuti ed entrano in contatto con i marchi che amano. In poche parole, quindi, la diffusione dei Social Media non accenna ad arrestarsi: i dati parlano di 390 milioni di persone che, negli ultimi 12 mesi e fino alla fine di marzo 2018, si sono iscritti a un social, con una velocità di crescita più alta dell’8% rispetto al trend di crescita per lo stesso periodo nel trimestre precedente. Capiamo meglio, quindi, il fenomeno analizzando alcuni dati sulla Situazione Socia  in Italia e nel mondo.

Un Mondo In Connessione: i Dati Web.

Prima di guardare al mondo social è fondamentale analizzare lo scenario globale dell’utilizzo di Internet. Ecco qualche dato interessante:

  • Nei primi 3 mesi del 2018 gli utenti internet sono aumentati di 276 milioni.Oltre 3 miliardi di persone utilizzano uno smartphone per navigare sul web e accedere ai social.
  • Gli utenti da mobile sono cresciuti di circa il 2% nei 12 mesi precedenti a marzo 2018.

Social Media Ranking 2018: Uno Sguardo Al Mondo.

Il “Digital in 2018 Report” realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite mostra che, nel mondo, il numero di persone che utilizzano i social è cresciuto di oltre 100 milioni solo nei primi 3 mesi del 2018, con un aumento del 13%. Gli utenti social sulla Terra sono quindi oltre 3,3 miliardi: quasi la metà della popolazione mondiale, quindi, è presente su almeno un canale social e lo utilizza quotidianamente.

La Diffusione Social In Italia.

Anche gli italiani attivi sui Social Media sono in crescita: a marzo 2018 le persone connesse ad almeno una piattaforma social erano 34 milioni, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno. Da questi dati emerge quindi che il 57% della popolazione è attivamente presente sui social.

Da quanto dichiarato dagli utenti stessi, le piattaforme che utilizzano maggiormente sono:

Al primo posto c’è YouTube con una percentuale di diffusione del 62%. Medaglia di bronzo per Facebook che vanta un 60%.Vicinissimo, poi. WhatsApp con il suo 59%.Seguono Facebook Messenger (39%), Instagram (33%), Google+ (25%) e infine Twitter (23%).

Il tool di statistiche online StatCount Global Stats mostra invece una situazione parzialmente diversa per quanto riguarda i primi 6 mesi del 2018, determinando l’assoluto predominio di Facebook.

Facebook in Italia: Come Sta Andando.

La ricerca Digital 2018 di Digitalic ha raccolto i seguenti dati:

  • Gli utenti italiani su Facebook sono oltre 34 milioni, con un incremento del 10% rispetto al 2017.
  • L’88% degli utenti Facebook Italia accede alla piattaforma da dispositivi mobili.
  • Gli utenti sono per il 48% donne e per il 52% uomini.
  • La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 25 e i 35 anni (23% degli utenti), seguita dalle persone con un’età compresa tra i 35 e i 45 anni (22%). Meno presenti, invece, i teenagers: gli utenti italiani dai 13 ai 17 anni sono solo il 4% della base italiana di utenti su Facebook.
  • Il Video è la tipologia di contenuto che crea maggiore engagement con una percentuale del 7,69%; seguono le foto (4,63%) e poi i link pubblicati dalle pagine Facebook.

Instagram: Qualche Dato Sulla Diffusione e Sull’Utilizzo.

Come abbiamo visto dalle statistiche precedenti, Instagram è tra le piattaforme social più utilizzate, anche in Italia. Ecco qualche dato sulla sua diffusione:A livello mondiale, alla fine di marzo 2018 gli utenti Instagram erano oltre 813 milioni con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2017. L’età media si aggira tra i 27/28 anni e il pubblico è prevalentemente femminile. Solo in Italia, gli utenti Instagram sono 16 milioni: il 27% della popolazione nazionale, quindi, condivide foto, video e stories su questo social. Anche qui, la maggior parte degli utenti Instagram è donna (51%).

Conclusioni.

Questi dati fanno capire che, al giorno d’oggi, le aziende che vogliono raggiungere nuovi potenziali clienti in target non possono più esimersi dall’essere presenti sui social e qui devono investire in strategie che gli permettano di arrivare alle persone giuste.

Photosocial

VITA

Vita…questa meravigliosa vita che mi è stata donata…forse per un atto d’amore o forse semplicemente per un volere del destino.

Ti ho salutata con un pianto liberatorio e hai iniziato subito a farmi paura, così fredda, così enorme, così sconosciuta, ma subito ho ritrovato l’amore in quell’abbraccio di mamma e mi sono sentito protetto.

Da lì è iniziato il tuo scorrere… lento ed inesorabile.
Quanti sorrisi, quanti pianti, quanti insegnamenti e quante delusioni, quanti successi ma anche quanti fallimenti.

A volte ti ho amata alla follia, altre ti ho odiata con tutto me stesso tanto da provare solo rabbia, da volerti lasciare, ma sempre aggrappato a te sono rimasto perché solo tu hai l’esclusiva di un cordone ombelicale che nessuno potrà tagliare.

Poi è arrivato un momento, un momento che mai dimenticherò: mi hai costretto a fermarmi, a mettere a nudo tutto quello che ero, tutto quello che ho fatto per diventare quello che sono.

Senza sconti, tu non concedi repliche e la lista è lunga.
Non oso chiederti di rifare tutto, di tornare indietro, perché conosco già la tua risposta, la mia possibilità me l’hai già data e tu ci sei sempre stata.

C’è voluto metà del tuo scorrere veloce per capirti e ancora non ho finito, ma di una cosa sono certo: ora mi piaci, ora ti sento scorrere dentro di me e non accanto a me, ora sono io a vivere con te dentro, ora io ti amo come non ti ho mai amato e amo me come non avevo fatto mai.

(Marco.S.)