Ho letto il tuo libro Marco e sono empaticamente entrata all’ interno delle tue pagine come fossero il rivestimento della mia pelle, per non dire che anche io scrissi tanto tempo fa dei pezzi di vita vissuta che non ho avuto il coraggio di far leggere a nessuno, non per vergogna, neanche per un senso di non discernimento, semplicemente le mie emozioni sono le mie, mi appartengono e non volevo attenzionare nessuno, questo era quello che mi dicevo fra me e me, perché mi reputavo non priva di contenuto, ma che il mio essere non era importante , figlio di nessuno, un niente di niente meritevole di attenzionare riflessioni, racconti che ho lasciato in sospensione alla ricerca di quel qualcosa che ho capito leggendo le tue riflessioni, i tuoi aforismi, il tuo essere veramente degno di essere ascoltato con il cuore , sì perché tu vai letto con il cuore degli occhi, era questo pezzo del puzzle della verità che mi mancava e che manca a quei lettori che criticano
o che non comprendono il senso del tuo lavoro e il tuo desiderio di arricchirci l’ animo .
Una persona semplice, buona d’ animo e umile come te, con un vissuto degno di altissimo rispetto non poteva che esternarci la sua forza motivazionale
solo facendoci entrare nelle pagine del suo libro e svegliare quella parte di noi, vera e unica, che va uscita fuori senza paure.
Questa è la forza dell’ amore che si è e che la si deve donare con ogni mezzo a disposizione, perché è creatività di buona speranza e il vissuto di un’ anima è il vissuto di tutti, ed appartiene a tutto il mondo
che si deve appartenere nell’ amore per ciò che si fa, non tenendosi appartati, ma tenendosi per mano e mettere da parte l’ ignoranza arricchendosi di bene umano con tutte le nozioni, citazioni, opinioni, ammissioni di verità, onesta’, sincerità, solidarietà e complicità ,
unione d’ intenti per il bene comune senza congetture o limiti invalicabili e fare luce traendo dal profondo spirito animico i veri valori che ci alimentano la coscienza nella consapevolezza evolutiva che si può rispecchiare tra le righe del tuo libro con un pizzico di ironia che non guasta mai, ma decisamente sensibilzzante seppur agli antipodi e paradossalmente in contrasto al conformismo
di uno scrittore,quale tu sei, controcorrente, con Zero Regole, ma di positività infinita.
Grazie Marco Stringaro

Vincenza Laface

Mi dispiace, mi dispiace per tutte le persone che soffrono per amore rovinandosi la vita.
Mi dispiace per chi vive di controsensi, di pregiudizi, di valori sbagliati imposti da questa società, lontani dalla vera essenza di noi esseri umani pieni di sbagli e di debolezze.
Mi dispiace per chi vive privandosi di quella sublime libertà del lasciarsi andare, del lasciarsi trasportare dagli eventi, del fregarsene del giudizio degli altri.
Mi dispiace per chi se la prende per ogni cosa, perdendosi ciò che di grande a volte il destino ci riserva, offuscato da cose talmente piccole che nemmeno si dovrebbero vedere.
Mi dispiace per chi non riesce a capire che la vita è anche solo attimi, senza programmi, senza che ogni cosa debba avere per forza un senso, un futuro e milioni di giustificazioni, pianificazioni, motivazioni.
Mi dispiace per chi vive pensando che ogni storia deve essere per sempre, invece di essere consapevole di quanto difficile sia l’amore e che, a volte, sono solo storie che durano quello che durano e se vanno male sono solo esperienze.
Mi dispiace per chi le storie non sa viverle per quello che sono senza pensarci troppo lasciando andare le cose come vanno, per chi non arriva a comprendere che non vale la pena distruggersi, rimuginare anni e rovinarsi la vita per chi magari semplicemente non si è innamorato davvero di noi, come a volte capita a noi di non innamorarci.
Mi dispiace per chi non sa vivere, provare, sperimentare, perché quello che esiste oltre a tutte le menate che abbiamo è fantastico e se lo perdi non saprai mai chi sei e cosa a volte si potrebbe provare di bello e raro.
Mi dispiace per chi non sa guardarsi e con realismo migliorarsi, dando costantemente la colpa agli altri della propria infelicità mentre siamo noi, solo e soltanto noi, gli unici artefici della nostra esistenza…liberi di scegliere…sempre.
Mi dispiace.

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