DONNE

DEDICATA ALLE DONNE CHE HANNO PATITO E AMATO SENZA ESSERE RICAMBIATE…
LE DONNE DEL SESSO DEBOLE, DIVENTATO FORTE PER DIFENDERSI DA VIOLENZE, ABUSI, TRADIMENTI, CATTIVERIA E INGIUSTIZIA…
ALLE DONNE CHE, ANCHE CON LE SPALLE AL MURO, NON HANNO MAI SMESSO DI CREDERE AI GRANDI SENTIMENTI, AI SOGNI…
ALLE DONNE SOLE E SENZA AMORE…
RASSEGNATE AD ACCONTENTARSI DI UOMINI POCO UOMINI, INCAPACI DI PROTEGGERLE, CAPIRLE, AMARLE, RISPETTARLE E DI LEGGERE LA LORO ANIMA INVECE DI USARE IL LORO CORPO, SOLO PER GODERE…
ALLE DONNE CHE, PER AMORE DEI FIGLI, ACCETTANO COMPROMESSI PER UNA VITA…TOGLIENDO A LORO STESSE IL DONO DI SENTIRSI AMATE…
A TUTTE LE DONNE VOGLIO DIRE… NON SMETTETE MAI DI SOGNARE, DI CERCARE, NON PERDETE LA SPERANZA MAI…
PERCHÉ ABBANDONARE LA SPERANZA E VIVERE SENZA SOGNI È COME ACCETTARE DI MORIRE…VOI SIETE FATTE PER L’AMORE, È LA VOSTRA NATURA…CERCATE IL VOSTRO RE E NON REGALATEVI…MAI…
( Marco.S.)

EFFETTI DEI SOCIAL MEDIA SUGLI UTENTI: DAL CYBERBULLISMO ALL’UTILITÀ PER SCOPI SOCIALI

I “media sociali” hanno rivoluzionato il modo di comunicare, di relazionarsi con gli altri e di vivere la realtà. Diversi studi, quindi, hanno iniziato ad indagare gli effetti dei social media sugli utenti, al fine di comprendere in che modo è cambiata la percezione del mondo. Fino a che punto, infatti, questi spazi virtuali possono influenzare la vita degli individui? In che modo possono aumentare, per esempio, ansia e frustrazione? Come possono, invece, migliorare la salute fisica e mentale degli individui?

«I social sono spazi virtuali ma producono emozioni reali», spiega il Dottore Brian Primack, direttore del Centro di Ricerca su Media, Tecnologia e Salute dell’Università di Pittsburgh. In effetti, nonostante si tratti di spazi virtuali, Facebook, YouTube, Twitter e Instagram non sono altro che frammenti della realtà vera e propria oltre che palcoscenico di esperienze online più o meno positive per i diversi attori, cioè gli utenti. Secondo il report “Status of Mind: Social media and young people’s mental health” della Royal Society for Public Health (RSPH) e del Young Health Movement, i social possono condizionare in diversi modi la salute mentale degli utenti, a volte in maniera positiva, altre volte in maniera negativa.
UNA VITA DA FAVOLA (MA SOLO SUI SOCIAL)
Se l’erba del vicino è sempre sembrata più verde, le piattaforme di social networking l’hanno fatta diventare più verde ancora. L’impatto dei social media sugli utenti, infatti, ha portato – soprattutto i più giovani – a filtrare le informazioni pubblicate, privilegiando la condivisione di esperienze ed emozioni principalmente positive della propria vita, al fine di mostrare una realtà migliore al proprio ‘pubblico’.
Molte sono, in verità, le campagne che cercano di contrastare questa tendenza, ricordando agli utenti che una vita perfetta non esiste e che il confronto continuo delle proprie esperienze con quelle ritrovate all’interno del newsfeed delle piattaforme può portare, tra i vari effetti dei social media, ad ansia e frustrazione. Il video di Higton Bros, per esempio, descrive la facilità con cui sui social è possibile creare l’immagine di una vita perfetta ma spesso molto lontana dalla realtà.
L’espressione inglese “Compare and despair” (“Paragonati e disperati”, ndr) esprime alla perfezione ciò che alcuni autori descrivono come una tendenza accentuata dall’utilizzo dei social media: la propensione a paragonare la propria vita a quella dei propri contatti social può portare ad effetti negativi, in relazione anche alla propria autostima. Il problema è principalmente cercare continuamente di trovare, nella vita altrui, lo spunto per giudicare la propria vita e le esperienze personali; un atteggiamento, questo, perfettamente normale, tipico dell’essere umano, ma che è stato portato all’estremo dalle dinamiche della rete.
Uno studio ha messo in relazione l’uso di Facebook con il grado di soddisfazione circa il proprio corpo di adolescenti e giovani donne. È emerso che questa categoria, pur usando il social per brevi periodi di tempo, tende a mostrare più preoccupazione nei confronti del proprio corpo (desiderando di voler cambiare qualcosa del viso o anche dei capelli) rispetto a chi non utilizza Facebook. Una conseguenza è, dunque, l’impatto negativo sull’umore delle donne.
Da altri studi, poi, è emerso che tra gli effetti dei social media ci sarebbero diversi disturbi di natura psicologica. Come evidenziato dal saggio “Association between social media use and depression among U.S. young adults”, sembra ci sia una «forte e significativa relazione tra l’utilizzo dei social media e la depressione».
Nella ricerca della RSPH, invece, i giovani intervistati ammettevano che quattro delle cinque piattaforme che utilizzavano di più accrescevano la loro ansia che spesso è collegata al “fear of missing out“, cioè alla sensazione che un individuo prova quando non ha la possibilità di connettersi o quando non ha accesso al cellulare, cosa che non gli consente di essere online provocandogli di conseguenza la paura di perdersi qualcosa, magari un’esperienza che gli altri stanno vivendo o di cui stanno parlando.
Tra gli effetti dei social media, inoltre, è stato riscontrato anche un impatto negativo sulle ore medie di sonno di un individuo. Da una ricerca pubblicata dal Journal of Youth Studies e basata su un campione di 900 studenti tra i 12 e i 15 anni, è emerso che un ragazzo su cinque si sveglia di notte per inviare o controllare i messaggi ricevuti sui social.
EFFETTI DEI SOCIAL MEDIA: LA DIPENDENZA
Perché si dovrebbe diventare dipendenti dai social media? Secondo Daria J. Kuss e Mark D. Griffiths la dipendenza dovrebbe essere legata al bisogno di affermazione della propria identità e ad una tendenza, a volte quasi narcisistica, a condividere le proprie esperienze ed opinioni che porta ad una sensazione di compiacimento quando queste vengono condivise e apprezzate dagli altri.
In quest’ottica, secondo gli autori, la logica tendenzialmente ‘egocentrica‘ su cu si basano renderebbe i social media perfette vetrine per l’esposizione del sé: «è l’individuo il centro dell’attenzione e non la comunità», come spiegano, proprio perché agli utenti è consentito di presentarsi nella migliore maniera possibile. La dipendenza da social potrebbe portare all’insorgere di ulteriori problemi, come ad esempio la difficoltà a trascorrere del tempo senza connettersi.
Però, tra gli effetti dei social media ce ne sono anche alcuni positivi, come ad esempio l’immediata felicità – che va ad incidere sull’umore degli utenti – derivante dai “Mi Piace”, dalle reazioni, dai commenti positivi ai contenuti postati. In particolare, questi ‘input’ positivi potrebbero innescare delle dinamiche che favorirebbero il rilascio di dopamina proprio all’arrivo di notifiche sul cellulare. Nonostante le funzioni di questo neurotrasmettitore siano ben più complesse, la dopamina risulta particolarmente utile nel motivare le persone a portare a termine dei compiti; questo perché i livelli aumentano quando l’individuo percepisce uno stimolo che può condurre ad una ricompensa, cosa che genera una sensazione di benessere. Secondo il Professore Maurizio Delgado, docente di Psicologia presso l’Università di Rutgers, è proprio questo che succede quando un individuo vede una notifica sullo smartphone: avverte la possibilità di una piccola ricompensa, collegata al senso di gratificazione che il riconoscimento sociale comporta.
In uno studio condotto dall’Anxiety UK il 45% degli intervistati ha dichiarato di provare disagio emotivo e preoccupazione quando non ha la possibilità di accedere ai social network o alle email; il 60% ha affermato invece di dover spegnere il computer o lo smartphone per riuscire a fare una pausa, non essendo in grado di ignorare semplicemente le notifiche.
Questi studi, dunque, mettono in risalto gli effetti dei social media sulla salute degli individui, evidenziando come l’abuso e gli eccessi possano causare non pochi danni.
Il ‘lato oscuro’ dei social è stato messo in luce anche da alcune celebrità, come ad esempio Selena Gomez che nel 2016 è diventata la persona con più follower al mondo su Instagram (circa 100 milioni). Ciò che per molti potrebbe rappresentare un sogno, per la giovane attrice e cantante è diventato un vero e proprio incubo, terminato soltanto dopo un ricovero di tre mesi in una clinica per disintossicarsi da tutto ciò.
CYBERBULLISMO E PRESSIONE SOCIALE AMPLIFICATA DAI SOCIAL
Quello del bullismo è un problema molto comune specialmente tra i più giovani e se alcuni anni fa veniva limitato soltanto all’ambiente scolastico, con lo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione la situazione può proseguire anche al ritorno a casa, iscrivendosi, di fatto, tra i più pericolosi effetti dei social media.
Piattaforme come WhatsApp o Snapchat sono particolarmente apprezzate dalle nuove generazioni ma spesso vengono utilizzate dagli aggressori come mezzo per affermare il controllo sulla vittima, anche a distanza. Secondo uno studio, sette persone su dieci persone sono state vittime di cyberbullismo, cioè di una tipologia di ‘offesa’ (nel senso più ampio del termine) avvenuta tramite la Rete. Si tratta indubbiamente di un numero preoccupante, considerando soprattutto che il 37% dei giovani ha dichiarato di esserne vittima in maniera frequente.
In situazioni più estreme, la condivisione virale di video e immagini di carattere privato ha portato anche al suicidio, soprattutto quando si è trattato di riprese effettuate spesso contro la volontà delle persone coinvolte, perché il buzz sui social diveniva insostenibile.
COME I SOCIAL POSSONO PROMUOVERE IL BENESSERE DEGLI UTENTI
Nonostante i numerosi negativi effetti dei social media sugli utenti, quando utilizzati in modo errato o quando vi è un abuso, essi possono in ogni caso contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone. Di fatto nascono come strumenti di comunicazione e networking, quindi per agevolare e stimolare le relazioni interpersonali, avvicinare individui con interessi simili, ma anche con analoghi problemi.
Attraverso queste piattaforme, infatti, gli utenti possono trovare il supporto psicologico di cui necessitano per superare diversi ostacoli. Il saggio “Health and illness in a connected world: how might sharing experiences on the Internet affect people’s health?” spiega proprio in che modo ascoltando le esperienze e le testimonianze degli altri si può trarre beneficio per se stessi. Si pensi, per esempio, alle comunità anti-bullismo oppure le associazioni che forniscono supporto emotivo a persone affette da depressione o disturbi dell’umore.
Se da un lato è vero che i social possono contribuire alla creazione di ideali di vita utopici e di corpi perfetti, dall’altro è sempre più frequente ritrovare dei movimenti che vanno controtendenza, promossi anche da celebrità che, ad esempio, parlano apertamente dell’utilizzo di Photoshop per modificare le loro foto oppure decidono di pubblicare foto in cui appaiono in maniera naturale. Questi movimenti, che spesso diventano virali poiché condivisi da account ufficiali delle celebrità, servono per portare i giovani ad assumere comportamenti etici sui social, lasciando che si identifichino con gli influencer.
Tra i positivi effetti dei social media vi è anche la possibilità di rendere più accessibili informazioni circa malattie e possibilità di assistenza per chi ne è affetto.
UTILIZZO DEI SOCIAL MEDIA PER CAUSE SOCIALI ED ESPRESSIONE DELL’IDENTITÀ
Se da un lato il passaparola negativo e le fake news possono facilmente diffondersi sui social e provocare danni, dall’altro queste piattaforme costituiscono un importante mezzo di promozione di cause sociali. Sono tantissimi, infatti, gli esempi di video e altre tipologie di contenuti relativi a richieste di aiuto o informazioni di allerta divenuti virali sui social. Questo ha contribuito ad aumentare la consapevolezza circa importanti cause sociali, facilitando anche la raccolta fondi online.
Durante il Social Media Marketing Day 2017 Giovanni Cupidi, vicepresidente dell’associazione Insieme per l’Autismo, affetto da una grave tetraplegia causata da un’ischemia dell’arteria midollare cervicale, ha spiegato come i social media possano essere utili per persone che, come lui, hanno bisogno di assistenza continua a domicilio, per esempio. Queste piattaforme, difatti, facilitano la condivisione di petizioni e campagne di fundraising.
Inoltre, i social media rappresentano anche uno spazio in cui esprimere la propria identità, individuale ma anche collettiva.
I gruppi di Facebook, ad esempio, o gli hashtag di Instagram consentono di autoidentificarsi come appartenenti ad un determinato movimento, a un gruppo o a un’ideologia e di ritrovare delle persone con interessi simili.
In un’ottica individuale, invece, in particolare nel caso degli adolescenti, queste piattaforme divengono fondamentali nel processo di costruzione identitaria che, in questa fase della vita, deve fronteggiare numerosi cambiamenti. Per adolescenti più timidi o introversi i social media spesso diventano un luogo in cui riuscire ad esprimere più facilmente i propri pensieri, comprese paure e problemi. A volte soltanto in Rete questi giovani (ma anche molti adulti) trovano il coraggio per cercare aiuto in casi di violenza domestica, per esempio, o per altre problematiche considerate ancora dei tabù.
IMPATTO DEI SOCIAL: DAL PIÙ ‘POSITIVO’ AL PIÙ ‘NEGATIVO’
Ci sono ovviamente molte differenze tra i diversi social media, non solo per quanto concerne le rispettive funzioni o utilità, ma anche per quanto riguarda il relativo impatto sul benessere degli utenti. Per analizzare queste differenze, la RSPH nel sopracitato report ha presentato le conclusioni di un sondaggio realizzato su un campione di 1479 ragazzi tra i 14 e i 24 anni sulle cinque piattaforme social più popolari: Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter e YouTube.
All’interno del sondaggio è stato chiesto ai ragazzi quali fosse l’impatto (sia positivo che negativo) di ogni piattaforma sulla loro salute fisica e mentale.
Instagram è stato identificato come il social con una maggior incidenza negativa sulla salute mentale dei giovani. L’autore del report, Matt Keracher, ha spiegato che questa piattaforma porta specialmente le giovane donne a «paragonare se stesse a delle versioni non realistiche, troppo curate e photoshoppate della realtà».
YouTube, invece, è in testa alla classifica come il social dall’impatto più positivo perché accresce la conoscenza circa determinati argomenti e consente di accedere ad informazioni su esperienze altrui o anche a pareri forniti da professionisti, generando meno ansia, solitudine e depressione di altri social media.
(Fonte dell’articolo Raquel Baptista, autore Inside Marketing

LE MIE LUNGHE RIFLESSIONI NOTTURNE

Non esiste quasi più l’altruismo, il donare senza necessariamente ricevere qualcosa in cambio.
Non esistono più la correttezza, l’ingenuità, la dignità, il pudore, l’educazione, la spontaneità, la lealtà, l’onestà, la vergogna nel dover fare i conti con la propria coscienza, guardandosi allo specchio.
Oggi si vive la propria vita come ci va, giusta o sbagliata che sia, cercando di ottenere a qualsiasi costo quello che si desidera e serve, tanto non vi è punizione per questo “Lo fanno tutti “…e del resto, di tutto il resto, chi se ne fotte…
Non si sta più insieme per amore, per comprendersi, aiutarsi, ma per farsi guerra, per rovesciare addosso ad altri i propri problemi, le proprie insoddisfazioni e frustrazioni e le proprie vite sbagliate, si cerca chi sia capace di riempire vuoti, soddisfare desideri e aspettative, magari senza donare nulla in cambio.
Siamo pieni di pretese, di illusioni, di sogni e bisogni assurdi che nessuno potrà soddisfare mai…abbiamo tutto, ma riusciamo a non essere felici comunque per quel qualcosa che manca sempre e che appena manca si va a cercare altrove, senza pensare troppo al male che si potrebbe fare agli altri.
Mi chiedo spesso, nelle mie lunghe notti di riflessioni profonde, cosa ha portato gli esseri umani a ridursi così, cosa ha distrutto i valori che ci rendevano fieri ed orgogliosi del nostro essere, ottenuto con fatica, e di quel poco che si aveva.
Mi chiedo cosa sia stato a causare tutto questo, se la poca intelligenza, la poca voglia di fare fatica, il cervello umano nato sbagliato, pieno di debolezze e di sbagli, contraddizioni e assurdità.
Mi chiedo se sia stato il materialismo, ciò che qualcuno più furbo ci ha fatto desiderare come la miglior vita possibile, circondarsi di cose invece che di valori e sentimenti.
Mi chiedo perché ci siamo cascati, senza riflettere, senza opporci, senza lottare.
Mi chiedo alla fine di tutto cosa rimarrà di molte esistenze, la cattiveria? Ciò che hanno accumulato e che, una volta finiti in un letto di ospedale, non servirà a rendere meno dolorosa la propria fine? Con la vergogna nel cuore di una vita passata a cercare di sembrare ciò che non si è stati?
Si vive ormai di opportunismo, si è capaci di accusare gli altri, di rubare, tradire, giudicare, infangare per salvare se stessi.
Questo mondo ormai social, dove tutti possono essere chiunque e nessuno si chiede “a cosa mi sarà servito essere qualcuno nel virtuale e nessuno nella vita reale?”
Mi chiedo come finiremo se si uccide per una religione diversa, un amore sbagliato, per la sete di denaro, potere e onnipotenza.
Ormai si vive di luoghi comuni… ” non esistono più i grandi valori, il mondo fa schifo”, ma se nessuno di noi è stato, chi ha reso questo mondo quello che è diventato?
Se sono sempre gli altri, chi sono gli altri? I responsabili di questo scempio?
Solo l’autoanalisi e il ritorno alla consapevolezza e alla coscienza potranno salvarci, ma è troppa fatica che non si ha più voglia di fare.
Questo è il mondo, il frutto di ciò che tutti siamo e dei nostri sbagli che, per mancanza di coraggio, non ammetteremo mai…
Questo mondo arrivato al conto, che prima o poi tutti saremo costretti a pagare.

(Marco.S.)

I SOCIAL OGGI

Il XXI secolo può essere denominato “secolo dei social”, in quanto la vita è pienamente condizionata dal loro uso. Quest’utilizzo, però, porta a risvolti positivi o negativi?

Sicuramente, se usati con il giusto criterio, i social hanno ottime funzionalità. Ci permettono di essere sempre in contatto con persone lontane da noi, consentendo lo scambio di messaggi istantanei; inoltre, in rete possiamo cercare qualsiasi informazione di cui abbiamo bisogno.

È anche vero che un utilizzo ossessivo può portare ad una vera e propria dipendenza. Secondo uno studio condotto dall’Università del North Carolina, la ragione è scientifica: si tratta di rilascio di dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nei fenomeni di dipendenza.

Difatti, i social possono impossessarsi della vita degli utenti, rendendoli schiavi. Gli obiettivi personali non sono più quelli di realizzarsi nel lavoro e nella vita privata, importa solo quanti amici e quanti “mi piace” si ha sui social; non si fa più un’esperienza per il piacere di farla e di arricchire il proprio bagaglio culturale, piuttosto si ricerca sempre l’occasione per tradurre l’esperienza in un post su Facebook, in un tweet su Twitter, o in una storia su Instagram. Effettivamente, i social media hanno cambiato il modo di vedere il mondo, tanto che corre il detto “se la cosa non è stata pubblicata su Facebook, non è avvenuta”, poiché la vita non è più quella reale, bensì quella virtuale.

Inoltre, a causa dei social, non esiste più la privacy. Inserendo le nostre informazioni in rete, esse possono essere viste da chiunque e spesso sono utilizzate per fini illegali. Ad esempio, se qualcuno volesse farci del male, potrebbe sapere in ogni momento dove siamo, con chi siamo e che cosa facciamo. Ciò che è più sconcertante è che non solo i singoli individui violano la nostra privacy per stalking, ma anche gli enti più grandi, perfettamente consapevoli del reato che compiono.

Al 2018 risale una notizia scandalo: Facebook avrebbe condiviso i dati di più di 50 milioni di utenti americani con la società per poterla influenzare in ambito elettorale. Mark Zuckerberg ha scritto: “Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni”, ma non avrebbe dovuto pensarci prima? Successivamente il proprietario del social ha cercato di spiegare l’accaduto in un post. Tutto è iniziato quando Aleksandr Kogan ha creato un’applicazione per quiz sulla personalità, consentendo la condivisione dei dati degli utenti che scaricano l’app e dei loro amici. È stato richiesto che gli sviluppatori ottenessero un’approvazione da Facebook prima di richiedere dati sensibili alle persone. Nonostante ciò, il problema si è riproposto quando Kogan ha condiviso i dati dell’app con Cambridge Analytica senza il consenso delle persone. A questo punto, Zuckerberg ha chiesto di eliminare tutte le informazioni ottenute illegalmente e di avere delle certificazioni formali. Ma i dati non sono stati cancellati, bensì venduti ad associazioni che, attraverso di essi, hanno condizionato il pensiero politico degli utenti.

Dopo essere venuti a conoscenza di violazioni come questa, potremmo mai avere la certezza che il nostro profilo social sia protetto e che, quindi, le nostre informazioni personali siano scambiate solo con chi desideriamo? Da parte nostra, dovremmo provare a condividere meno informazioni possibili e, di conseguenza, a ridurre la dipendenza da qualcosa che in realtà non migliora la nostra vita, ma la distrugge.

(Articolo pubblicato su i Vespri Siciliani)

DATI ALLARMANTI DEI SOCIAL

In un mondo sempre più interconnesso, i social stanno influenzando inevitabilmente il nostro modo di vivere, prendendoci tempo ed attenzione. La curiosità, il desiderio di condividere e di socializzare, sono solo alcuni fattori che spingono l’utente a volersi connettere. E chi non è iscritto è “fuori dal mondo”. Cosa ne pensa la gente dei social? In particolare quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi di questa enorme diffusione?

Era il 1968, quando il sociologo Marshall McLuhan espresse il concetto di villaggio globale, un mondo interconnesso in cui la comunicazione non ha limiti di spazio e tempo. Ad oggi quella dei social network è diventata una vera e propria esperienza quotidiana, comunicare con una persona dall’altra parte del mondo è a portata di pollice.

I dati parlano chiaro

Secondo la fonte Digitalic – We Are Social Nel 2017 più della metà della popolazione mondiale è connessa quotidianamente da uno smartphone. 4 miliardi di persone utilizzano internet, il 30% in più rispetto al 2016, con un tempo medio speso di due ore e 20 minuti al giorno.

Se da una parte l’implicazione che oggi i social hanno sul business e sull’economia può essere considerato un fattore positivo (basti pensare allo sviluppo dei publisher e dei brand, alla comodità con cui è possibile usufruire dei vari contenuti), dall’altra si accusa una perdita di contatto con la realtà: il modo e il luogo in cui questi social vengono utilizzati ha dato via a una serie di problemi “nuovi” a cui l’uomo sta prendendo a mano a mano provvedimenti.

Legge e social

Si fanno largo a fatica nuove legge sulla Privacy sui contenuti pubblicati, di cui l’utente è responsabile ben sapendo che tutto ciò che viene caricato sul web non si può più cancellare.

E che dire dell’utilizzo dei telefonini sul posto di lavoro, a scuola o mentre si è alla guida?

Finché la crescita dei social registrerà dati positivi resteremo ancora in un periodo di passaggio, sull’uscio del villaggio globale completo ma ancora senza regole e controlli. Prima di allora è nostra responsabilità fare buon uso di questo grande potere ancora sconosciuto.

I Social Media sono strumenti, ormai, irrinunciabili per brand e aziende, indispensabili e altamente strategici all’interno di un piano di comunicazione, ma anche piattaforme sulle quali sempre più utenti condividono contenuti ed entrano in contatto con i marchi che amano. In poche parole, quindi, la diffusione dei Social Media non accenna ad arrestarsi: i dati parlano di 390 milioni di persone che, negli ultimi 12 mesi e fino alla fine di marzo 2018, si sono iscritti a un social, con una velocità di crescita più alta dell’8% rispetto al trend di crescita per lo stesso periodo nel trimestre precedente. Capiamo meglio, quindi, il fenomeno analizzando alcuni dati sulla Situazione Socia  in Italia e nel mondo.

Un Mondo In Connessione: i Dati Web.

Prima di guardare al mondo social è fondamentale analizzare lo scenario globale dell’utilizzo di Internet. Ecco qualche dato interessante:

  • Nei primi 3 mesi del 2018 gli utenti internet sono aumentati di 276 milioni.Oltre 3 miliardi di persone utilizzano uno smartphone per navigare sul web e accedere ai social.
  • Gli utenti da mobile sono cresciuti di circa il 2% nei 12 mesi precedenti a marzo 2018.

Social Media Ranking 2018: Uno Sguardo Al Mondo.

Il “Digital in 2018 Report” realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite mostra che, nel mondo, il numero di persone che utilizzano i social è cresciuto di oltre 100 milioni solo nei primi 3 mesi del 2018, con un aumento del 13%. Gli utenti social sulla Terra sono quindi oltre 3,3 miliardi: quasi la metà della popolazione mondiale, quindi, è presente su almeno un canale social e lo utilizza quotidianamente.

La Diffusione Social In Italia.

Anche gli italiani attivi sui Social Media sono in crescita: a marzo 2018 le persone connesse ad almeno una piattaforma social erano 34 milioni, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno. Da questi dati emerge quindi che il 57% della popolazione è attivamente presente sui social.

Da quanto dichiarato dagli utenti stessi, le piattaforme che utilizzano maggiormente sono:

Al primo posto c’è YouTube con una percentuale di diffusione del 62%. Medaglia di bronzo per Facebook che vanta un 60%.Vicinissimo, poi. WhatsApp con il suo 59%.Seguono Facebook Messenger (39%), Instagram (33%), Google+ (25%) e infine Twitter (23%).

Il tool di statistiche online StatCount Global Stats mostra invece una situazione parzialmente diversa per quanto riguarda i primi 6 mesi del 2018, determinando l’assoluto predominio di Facebook.

Facebook in Italia: Come Sta Andando.

La ricerca Digital 2018 di Digitalic ha raccolto i seguenti dati:

  • Gli utenti italiani su Facebook sono oltre 34 milioni, con un incremento del 10% rispetto al 2017.
  • L’88% degli utenti Facebook Italia accede alla piattaforma da dispositivi mobili.
  • Gli utenti sono per il 48% donne e per il 52% uomini.
  • La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 25 e i 35 anni (23% degli utenti), seguita dalle persone con un’età compresa tra i 35 e i 45 anni (22%). Meno presenti, invece, i teenagers: gli utenti italiani dai 13 ai 17 anni sono solo il 4% della base italiana di utenti su Facebook.
  • Il Video è la tipologia di contenuto che crea maggiore engagement con una percentuale del 7,69%; seguono le foto (4,63%) e poi i link pubblicati dalle pagine Facebook.

Instagram: Qualche Dato Sulla Diffusione e Sull’Utilizzo.

Come abbiamo visto dalle statistiche precedenti, Instagram è tra le piattaforme social più utilizzate, anche in Italia. Ecco qualche dato sulla sua diffusione:A livello mondiale, alla fine di marzo 2018 gli utenti Instagram erano oltre 813 milioni con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2017. L’età media si aggira tra i 27/28 anni e il pubblico è prevalentemente femminile. Solo in Italia, gli utenti Instagram sono 16 milioni: il 27% della popolazione nazionale, quindi, condivide foto, video e stories su questo social. Anche qui, la maggior parte degli utenti Instagram è donna (51%).

Conclusioni.

Questi dati fanno capire che, al giorno d’oggi, le aziende che vogliono raggiungere nuovi potenziali clienti in target non possono più esimersi dall’essere presenti sui social e qui devono investire in strategie che gli permettano di arrivare alle persone giuste.

Photosocial

VITA

Vita…questa meravigliosa vita che mi è stata donata…forse per un atto d’amore o forse semplicemente per un volere del destino.

Ti ho salutata con un pianto liberatorio e hai iniziato subito a farmi paura, così fredda, così enorme, così sconosciuta, ma subito ho ritrovato l’amore in quell’abbraccio di mamma e mi sono sentito protetto.

Da lì è iniziato il tuo scorrere… lento ed inesorabile.
Quanti sorrisi, quanti pianti, quanti insegnamenti e quante delusioni, quanti successi ma anche quanti fallimenti.

A volte ti ho amata alla follia, altre ti ho odiata con tutto me stesso tanto da provare solo rabbia, da volerti lasciare, ma sempre aggrappato a te sono rimasto perché solo tu hai l’esclusiva di un cordone ombelicale che nessuno potrà tagliare.

Poi è arrivato un momento, un momento che mai dimenticherò: mi hai costretto a fermarmi, a mettere a nudo tutto quello che ero, tutto quello che ho fatto per diventare quello che sono.

Senza sconti, tu non concedi repliche e la lista è lunga.
Non oso chiederti di rifare tutto, di tornare indietro, perché conosco già la tua risposta, la mia possibilità me l’hai già data e tu ci sei sempre stata.

C’è voluto metà del tuo scorrere veloce per capirti e ancora non ho finito, ma di una cosa sono certo: ora mi piaci, ora ti sento scorrere dentro di me e non accanto a me, ora sono io a vivere con te dentro, ora io ti amo come non ti ho mai amato e amo me come non avevo fatto mai.

(Marco.S.)

AMATEMI

VOI AMATEMI, AMATEMI SEMPRE…PER I MIEI MOMENTI BUI DI FOLLIA E DI TRISTEZZA, PER LE MIE STRANEZZE E I MIEI SQUILIBRI.
AMATEMI QUANDO NON COMPRENDETE IL MIO SCRIVERE E VI SEMBRO COSÌ LONTANO DA PENSARE DI NON RIUSCIRE A RAGGIUNGERMI.
AMATEMI PER LA MIA MENTE CONTORTA E I MIEI BISOGNI DI SOLITUDINE, PER LA MIA VITA INCASINATA E PER LE MIE PAURE.
AMATEMI PER LE MIE VITTORIE, I MIEI SORRISI, PER LE MIE AMARE SCONFITTE E LE MIE LACRIME.
AMATEMI PER LA MIA ANIMA FRAGILE, CHE DIVENTA INVINCIBILE QUANDO SENTE DI DOVER DIFENDERE IL MONDO DALLE INGIUSTIZIE, QUESTO MONDO CHE MI STA STRETTO E CHE NON COMPRENDO PIÙ…
VOI AMATEMI, AMATEMI COSÌ, COME MI AVETE SEMPRE AMATO. ED IO, PER QUESTO, VI AMERÒ E SCRIVERÒ PER VOI…PER SEMPRE.

UNA GRANDE STORIA

Ecco le foto di un accordo importantissimo per me.
Quest’anno, dopo la mia malattia, sono successe veramente tante cose, belle e brutte, ma quando ti rialzi dopo aver non vissuto per anni e aver pensato che la tua vita fosse finita, ti sembra di avere una forza immane in ogni cosa che fai.
Il destino, che ha cambiato così tanto la mia vita, anche questa volta non ha scherzato con me.
Nella foto il Dottor Berra, il medico che mi ha salvato e i ragazzi di M-group.
Il dottore, negli ultimi dieci anni, ha studiato una formula per una crema che agisce sulle cicatrici, nata come tante grandi cose da un’esigenza, quella dei suoi pazienti che, dopo essere stati operati, gli chiedevano spesso se non conosceva una crema o qualcosa che potesse far sparire le cicatrici.
Effettivamente, oltre alla chirurgia estetica, non esistevano rimedi naturali che potessero almeno migliorare un inestetismo così visibile.
Così, dopo anni di ricerche, studi e prove di laboratorio con la scoperta della bava di lumaca e altri eccipienti naturali eccezionali, il Dottor Berra è riuscito a creare una potente cura che migliora notevolmente l’aspetto di qualsiasi tipo di cicatrice.
E voi direte cosa c’entrate tu e il destino?
Io sono stato operato la seconda volta da lui, che ha dovuto riaprire dove avevo già la vecchia cicatrice.
Quando sono tornato per la visita di controllo mi disse: “Marco vuole provare la crema che ho studiato, che finalmente è pronta, non è ancora stata commercializzata ma vediamo se la sua cicatrice sparisce?”
Così ho fatto e dopo tre mesi di trattamento, se voi ora guardaste la mia schiena, vedreste che non si vede quasi nulla.
Quel giorno mi disse: ” Sa, Marco, io faccio il medico, vivo in sala operatoria, in questi anni ho studiato eccipienti sparsi per il mondo e dopo tanto lavoro sono riuscito a mettere a punto questa crema perché opero anche la testa di molte persone e il dispiacere nel vederle sfigurate da una cicatrice è sempre stato tanto, ci sono riuscito, funziona ed è per me una grande punto d’arrivo, ma bisogna vestirla e commercializzarla e io non saprei da che parte cominciare”. Mi chiese “Lei crede al destino? ”
Ricordo che in quel momento il mondo intorno scomparve, avevo già capito tutto, gli dissi “certo che credo al destino, guardi come ho incontrato lei e pensavo che la mia vita fosse finita”.
Così mi disse: “Marco, ma lei non fa marketing e comunicazione?” Gli dissi che io nella vita facevo proprio quello….mi rispose…”allora se crede al destino, io ho creato la crema e le ho salvato la vita, ho incontrato lei che può fare tutto il resto, sarà un caso ma se è andata così mettiamo le nostre forze insieme, mettiamo la crema sul mercato e aiutiamo anche tante persone, che non hanno migliaia di euro da spendere con la chirurgia plastica, a stare meglio, tante donne a non vergognarsi più di spogliarsi dopo un parto cesareo, tanti ragazzi a non sentirsi imbarazzati per l’acne giovanile, tante persone operate alla testa o alla gola.
Quel giorno due destini si incrociarono, io a causa della mia malattia avevo lasciato anche il lavoro come direttore creativo di Distilleria Zanin perché troppo impegnativo con la salute precaria e da lì nacque il progetto, che tra non molto conoscerete.
Tra l’altro, in questi anni di studi, il dottore ha scoperto che la formula della crema agisce in modo straordinario su diversi inestetismi della pelle che, come le cicatrici, devono essere riassorbiti, le rughe per esempio, le macchie della pelle, l’acne giovanile, la psoriasi e diversi tipi di eczemi, credetemi è miracolosa, si ottengono risultati eccezionali, non ci avrei messo la faccia se non fosse così.
Un anno fa avevamo tutto da fare, il nome della crema, tutto il packaging, il sito, la registrazione del marchio, la produzione ed ora, ad un anno di distanza, dopo tanto lavoro ci siamo quasi, il progetto T-Cura è pronto, da fine Febbraio inizieremo la commercializzazione che sarà inizialmente solo online.
Abbiamo scelto di non investire migliaia di euro in un barattolo prestigioso ma costoso o in una scatola preziosa, in cose che verranno buttate, perché una crema deve funzionare e gli acquirenti non devono pagare l’involucro ma il contenuto. Anche nel marketing, come nella vita, io preferisco l’essere piuttosto che l’apparire.
Poi, nel nostro cammino, abbiamo incrociato i ragazzi di M-group, che si occupano di spedizioni, hanno creduto nel progetto del Dottor Berra e finanziato la produzione e il cerchio si è chiuso.
Saprete presto tutto di questo nuovo progetto.
Ho voluto raccontarvi questa storia perché è un po’ assurda, come tante altre nella mia vita. Credetemi, è andata proprio così, perché così è la vita se non si smette mai di combattere, forse Dio aiuta gli audaci e non meritavo, a causa di uno sbaglio, dopo anni di duro lavoro e di guerre, di finire a morire in un letto.
Mi sono detto anche tante volte…forse il mio scrivere non è a caso, arriva a molte persone come esempio, può aiutare gli altri a trovare la forza di uscire da tunnel da cui a volte senza speranza e forze molti non riescono.
Vi abbraccio
( Marco.S )

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CORSO DI CRESCITA PERSONALE.

PRIMO CORSO DI CRESCITA PERSONALE ( MAIMOLLARE )
FORMATORE MARCO STRINGARO.

SABATO 2 FEBBRAIO ORE 09,00/13,00 PRESSO CASA INSIEME THIENE ( VI )

Il corso affronterà i seguenti argomenti:
1) “Consapevolezza” La grande forza per affrontare gli ostacoli della vita.
2 ) Trasformare il peggio in esperienza e non in distruzione.
3) Amore come completamento dell’essere e non come unica ragione di vita.
4) Discussione e confronto tra i partecipanti al corso come forma di crescita.

Gran parte del ricavato verrà devoluto per le iniziative benefiche di Casa Insieme Thiene una fondazione no profit che aiuta persone del territorio in difficoltà, dando aiuto concreto, supporto psicologico e medico, grazie a professionisti che prestano la loro opera gratuitamente. Organizza corsi e aiuta i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Vive grazie alle nostre donazioni e al supporto che ognuno di noi può dare.

Per info e prenotazioni:

folliapratica061@gmail.com

PRIMO CORSO DI CRESCITA PERSONALE

IL GIORNO 02/02/2019
DALLE ORE 09,00 ALLE ORE 13,00
SVOLGERO’ IL PRIMO CORSO DI CRESCITA PERSONALE ( MAIMOLLARE )
PRESSO AUDITORIUM CASA INSIEME THIENE ( VICENZA )
Amici cari, ho deciso di iniziare un percorso di formazione con voi, che mi seguite da anni, unito alla beneficenza…fare bene agli altri fa bene a se stessi. Dopo la mia malattia, cercare di essere utile mi riempie l’anima.
Non sono un Guru di vita né, tantomeno, a differenza di tanti altri, pretendo di esserlo.
Nel mio percorso lavorativo però ho ricoperto ruoli di rilievo in aziende importanti, ho gestito e formato tante persone e ho frequentato corsi formativi di altissimo livello, ( sono stato direttore commerciale per anni di aziende molto importanti )
Ma la scuola più importante per me è stata la strada, ho sempre avuto nelle mie mani progetti che hanno anche cambiato la storia in diversi settori e la vita di tante persone, delle loro famiglie e risolto i tanti problemi personali che ogni giorno si dovevano affrontare.
Non scrivo a caso, le esperienze della mia vita sono davvero molte.
Ho imparato tanto, la mia malattia ha fatto il resto, ha cambiato la mia visione della vita e le mie priorità, le mie battaglie per ora vinte, in molti mi scrivete che sono di esempio e di aiuto, è il nostro famoso “MAIMOLLARE”.
Ora è tempo anche di uscire, dopo i miei anni di letto a scrivere, esiste la PAROLA che può aiutare gli altri e anche se dovrò prendere farmaci per stare in piedi non importa, vale sempre la pena e pubblicare un aforisma al giorno sulle pagine non mi basta più.
Ho conosciuto in questi giorni i responsabili di Casa Insieme, una struttura fantastica che offre un luogo di accoglienza per iniziative a sfondo sociale…( trovate su FB casainsieme Thiene ) non pubblico il link altrimenti come sapete bene questo post non arriva a nessuno.
Dalla loro conoscenza è nata in me la forza di uscire, di aiutare anche seriamente gli altri e di mettermi a disposizione della struttura.
SABATO 02/02/2019 DALLE ORE 09,00 ALLE 13,00 SI SVOLGERA IL PRIMO CORSO FORMATIVO PRESENTATO DA ME, DAL TITOLO ( MAIMOLLARE ) sarà il primo di dieci corsi di formazione svolti mensilmente, che tratteranno argomenti diversi, parleremo di consapevolezza, di coraggio, di rapporti interpersonali e sul lavoro, d’amore e molto altro.
Parte dei ricavati saranno devoluti a Casa Insieme, per ampliare la struttura e aiutare bambini in difficoltà e le tante altre attività a sfondo sociale che la struttura offre.
Sarà un onore per me anche incontrare tanti di voi che in questi anni sono stati presenti ogni giorno sulle mie pagine e finalmente conoscervi di persona, per iniziare insieme a voi un percorso utile a migliorare la qualità della vita, seguendo una visione ottimistica e realista.
I corsi saranno a numero chiuso e possono parteciparvi solo 50/70 persone su prenotazione, con un contributo per l’iscrizione.
Vi invito a contattarmi in messenger per tutte le info ( i corsi si svolgeranno solo al raggiungimento di un minimo di 30 partecipanti, altrimenti purtroppo saranno annullati e l’importo per la prenotazione vi verrà rimborsato (sarebbero costi per la struttura invece che introiti da devolvere in beneficenza ).
Vorrei ricordarvi che vicino a Thiene ci sono cittadine bellissime da visitare come, Marostica con il suo fantastico castello e Bassano Del Grappa, famosa per il suo ponte e le sue distillerie, oppure Vicenza la Città del Palladio, dopo il corso se avrete tempo e voglia potrete approfittarne per visitarle.
LE ISCRIZIONI SI CHIUDERANNO VENERDÌ 25 GENNAIO 2019
Che vi voglio bene lo sapete vi aspetto in tante…
Vi abbraccio.

COMUNICARE È L’UNICA STRADA VERSO IL SUCCESSO.

Il mondo della comunicazione cambia velocemente, ciò che ieri sembrava irrealizzabile oggi è alla portata di tutti, anche di chi non vive di tecnologia e non la studia.

Fino a qualche anno fa, infatti, per creare un sito professionale si doveva spendere parecchio denaro, bisognava appoggiarsi ad un’agenzia di esperti, sia per la creazione che per la gestione annuale dei contenuti,  con costi a volte improponibili.

Oggi esistono piattaforme dove addirittura si possono creare siti autonomamente, spendendo cifre davvero irrisorie ma con il rischio, non conoscendo tanti meccanismi importanti, di ritrovarsi con un sito che nessuno visita o con delle pagine social che non funzionano.

Ormai farsi conoscere è importantissimo, la comunicazione è vitale in qualsiasi settore, ma anche a livello personale.

In quest’epoca di nuovi mestieri, di internauti e con l’avvento dei social network farsi conoscere è facile, ma solo se si conoscono gli infiniti meccanismi che possono portare un progetto al successo.

La nostra agenzia crea siti-blog a meno di 500 €, che il cliente può poi gestire autonomamente, siti che, se collegati alle pagine social, diventano un potenziale notevole per la crescita della propria attività commerciale.

Oggi molti svolgono un’attività da casa, un secondo lavoro, altri hanno passioni o doni che vorrebbero trasformare in business. Quale modo migliore di farlo,  se non con i social network?

Pochi sanno che una pagina social, gestita senza conoscerne i segreti che ne determinano il successo, risulta praticamente inutile, gli investimenti in promozioni sono ormai impegnativi e i risultati che si ottengono a volte sono deludenti e inefficaci.

Per questo la nostra agenzia dopo anni di esperienza, oltre a creare siti semplici e di impatto, ma a basso costo, si occupa di collegarli in maniera corretta alle pagine social, in modo che la comunicazione sia completa, efficace e potente.

Affidati con fiducia a chi è abituato al successo.

Servizi:

–  Creazione Loghi

–  Brand Identity

–  Packaging

–  Creazione siti internet e blog

–  Creazione, sviluppo e gestione  pagine Social Network

–  Corsi di formazione alle aziende per la gestione autonoma dei Social Network

–  Corsi di formazione reti vendita.

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