LA MIA STORIA

Sono nato a Milano Il 15 Luglio 1968

Sono un figlio dell’amore…i miei genitori si sono amati tutta la vita, si sono amati sempre di quell’amore grande ed eterno…quell’amore come dicevano loro…vivi tu vivo io…muori tu muoio io…

Mio padre è morto quando avevo 26 anni…un tumore in tre anni lo ha portato via…una delle più grandi tragedie della mia vita…quel giorno è morta dentro anche mia madre che è l’ultima persona rimasta della mia famiglia oltre a mio figlio…

Sono cresciuto a pane e amore in una famiglia allegra, di instancabili lavoratori, di guerrieri…

Mi hanno insegnato ad essere libero…a non vivere del giudizio degli altri…a non arrendermi mai, ad inseguire i miei sogni, a non avere mai paura di dire la verità…ad essere sempre me stesso e a non smettere mai di lottare…loro erano così…

Sono cresciuto con mio nonno materno…un grande UOMO saggio, i miei genitori lavoravano molto, avevano un ristorante a Milano…ho perso anche lui poco prima di mio padre…la seconda più grande tragedia della mia vita…

Mio nonno mi ha insegnato tutto quello che sono…passavo tanto tempo sulle sue gambe…aveva sempre una grande storia da raccontarmi ad ogni mia domanda sulla vita…quegli aneddoti sono rimasti tatuati nella mia anima, quando la vita è arrivata…

Non ho preso bene la scuola…ma sono ancora così… Se qualcuno mi obbliga a fare qualcosa è proprio la volta che non la faccio…

Ho finito a fatica le superiori…studiare era stato devastante per me…ho trovato lavoro subito e ricordo l’ultimo giorno di scuola e quella sensazione di liberazione che non ho dimenticato mai più…

Ho giocato a calcio per anni, lo sport mi ha salvato da brutte compagnie…dalla droga che a quei tempi sterminava vite…e mi ha insegnato tanto…spirito di sacrificio…spirito di squadra…e a non mollare mai…

A vent’anni con due lire ho aperto la mia prima attività commerciale…da lì, in quindici anni ho costruito il mio piccolo impero nel mio settore e le mie attività, che da anni ho ceduto, ma sono rimaste in piedi e sono ancora un punto di riferimento a Milano…

A ventiquattro anni mi sono sposato, ho avuto mio figlio Mattia…che adoro…un bravissimo ragazzo che mi rende orgoglioso..ora vive in Germania…è scappato dall’Italia come tanti a cercar fortuna, la sta trovando, sono fiero di lui.

Come per tanti, il mio matrimonio non ha funzionato…la solita fretta…il solito non sapere nemmeno cosa sia l’amore…il solito “lo fanno tutti e si deve fare”…

Ho capito subito che non era vita per me, che non sarei potuto rimanere a lungo e che la felicità va inseguita, qualsiasi sia il prezzo da pagare…mi è costato molto per via di mio figlio, ma credo proprio che i figli soffrano di più a vivere anni in una casa senza amore, che in due case separate ma con persone felici e serene…

Negli anni a seguire ho vissuto tutto…ho sempre voluto provare tutto per capire…nella luccicante Milano da bere, della moda, dei locali, dei soldi che giravano e si buttavano…ho avuto tante storie, sono scappato sempre dalla routine, dal consumismo, dalla noia, dalla paura della normalità di tutti…e non mi vergogno della mia vita incasinata, non sarei quello che sono ora, senza tutti i miei sbagli…

Ho guardato il mondo…ho visto tanta gente…ho sempre guardato gli altri con gli occhi lucidi della mia anima e della mia coscienza… per capire cosa e chi proprio non avrei mai voluto essere…e sono sempre stato un severo giudice di me stesso.

Quando ho ceduto le mie attività, ho sentito il bisogno di scrivere…avevo iniziato…mi ero messo in testa che avrei voluto scrivere un libro che raccontava la mia vita, le donne, gli amori…la Milano che avevo vissuto…

Mi ero preso un periodo dopo quindici anni di duro lavoro e avevo iniziato …ma poi il denaro serve per vivere e mi sono rimesso a lavorare…il mio libro “Voglio stare in silenzio e scrivere” è rimasto lì, interrotto un giorno qualunque della mia vita….Credo che presto lo finirò, aggiungendo tutta la seconda parte della mia esistenza… e non è poco…

Avevo imparato da imprenditore a gestire dipendenti…E così ho collaborato con diverse aziende come Direttore Vendite…poi come Direttore Commerciale…ho gestito reti vendita, formato persone e creato progetti di successo che hanno lasciato un segno nella storia dell’imprenditoria italiana…ho vinto premi importanti per alcuni miei progetti e rilanciato aziende ferme da anni, ho provato ad essere in cima al mondo per i miei successi e a finire senza una lira per comperare le sigarette, quando rischi e vivi a duecento allora può accadere di tutto…e io ovviamente non mi sono fatto mancare niente…

Ho sempre creato…il gusto per il bello mi accompagna da sempre…come sempre la tua strada non la conosci se non vivi…cosa sai fare davvero non lo scopri se stai fermo per tutta la vita…

Il mio ultimo incarico come Direttore Creativo di Distilleria Zanin mi ha insegnato molto…quattro anni di duro lavoro e di successi…per necessità, dato che mi occupavo di marketing e comunicazione e per il bene dell’azienda con cui collaboravo a cui tenevo molto, ho aperto l’anima e ho iniziato a pubblicare sui social network cose che avevo scritto e tante persone hanno iniziato ad apprezzare, a seguirmi…poi l’arrivo della mia malattia, una tragedia per il mio corpo e per la mia anima…

Anni durissimi che hanno messo alla prova anche la mia voglia di vivere…la mia schiena è crollata di colpo in un giorno qualunque di un luglio qualunque…così…senza preavviso…non ero pronto a 45 anni a morire in un letto….

Nel giro di un anno non potevo più vivere senza antidolorifici ed ero arrivato quasi a non camminare più.

Ho incontrato un luminare in Veneto… mi ha detto che doveva operarmi perché non si formava più la cartilagine tra le vertebre e si poteva risolvere solo mettendomi chiodi e placche per stabilizzarmi la spina dorsale, mi aveva garantito che in due mesi sarei stato bene.

Ho deciso di operarmi perché due mesi comunque non erano tanti per stare lontano dal lavoro, così non potevo più andare avanti ed essendo un creativo potevo lavorare anche da casa.

Dal giorno successivo all’operazione non sono mai stato bene, dopo quindici giorni sono stato operato d’urgenza per un pneumotorace spontaneo causato, mi è stato confermato dopo, dall’intervento sbagliato… a momenti, se non arrivava l’ambulanza, morivo…

Dopo questo intervento continuavo comunque ad avere dolori assurdi alla schiena e sono ritornato dal chirurgo per sapere cosa fare, ma dai due mesi che mi aveva pronosticato ha cominciato a dire che ci sarebbero voluti sei mesi, poi un anno e poi l’ultima volta che l’ho visto mi ha risposto malamente che non si poteva fare più niente e mi dovevo rassegnare a vivere così…e non mi ha più risposto nemmeno al telefono.

Lì è iniziata la mia disperazione, ho vissuto due anni a letto pieno di medicinali e per fortuna grazie a Skype e alla forza di volontà sono riuscito lo stesso a creare da casa con l’agenzia grafica…

Se non vi fosse stata questa possibilità avrei perso anche il lavoro, che a Dicembre di due anni fa ho lasciato comunque, perché con la salute così non riuscivo quasi di nuovo più a muovermi e a fare tutto quello che ad un’azienda così importante serviva per il mio ruolo.

Ho vissuto aumentando sempre di più le dosi degli antidolorifici, fino a vivere perennemente a letto intossicato di morfina e sono cominciati così ovviamente altri problemi di salute … Non vi nascondo che ero arrivato alla disperazione più totale e quasi a non voler vivere più, forse mi ha salvato il mio scrivere…nelle mie notti buie scrivevo…scrivevo…scrivevo di vita, d’amore, scrivevo le cose che i miei occhi avevano visto, che il mio cuore aveva provato e che la mia anima aveva patito…e pubblicavo tutto sui social… di notte…ogni santo giorno…e di giorno in giorno scoprivo che sempre più persone amavano quello che scrivevo, si ritrovavano nelle mie verità, anche quelle che nessuno ha il coraggio di ammettere nemmeno a se’ stesso.

Le persone che mi seguivano, sono state una grande forza, a volte mi chiedevo quante preghiere dicevano per me senza neanche conoscermi, li sentivo vicini, mi hanno tenuto in piedi, non smetterò mai di ringraziarli…con il tempo in tanti mi hanno scritto per dirmi grazie per le cose che scrivevo, mi hanno detto che ero loro d’aiuto e che il mio modo di vedere la vita e di affrontarla era d’esempio…che li facevo riflettere…ed è diventato un grande onore per me. Ora ho otto pagine Facebook e tre profili Instagram, mi seguono più di ottantamila persone, non avrei mai immaginato… ma le grandi cose, a volte contrapposte a grandi tragedie, accadono…In un momento di sconforto totale è cominciata la mia guerra per sopravvivere, ho iniziato a consultare altri medici.

Non so se per paura di denunce o ritorsioni da parte del “famoso” luminare, molto conosciuto tra i colleghi, nessuno mi diceva che l’intervento era stato sbagliato, nessuno voleva prendersi la responsabilità di rioperarmi perché dicevano che tanto non avrebbero risolto e sarebbe stato troppo pericoloso, non valeva la pena ed il rischio era la sedia a rotelle.

Due anni fa ero in Austria ad uno degli ultimi eventi che avevo organizzato per l’azienda con cui collaboravo, stavo in piedi per forza di volontà, ma con dolori impressionanti, pieno di morfina per sopportarli…ed ho incontrato un ragazzo una sera che vedendomi in quello stato pietoso, dopo avermi chiesto cosa avevo, mi ha dato il nominativo del dottor Luigi Berra di Milano, lui lo conosceva perché fa l’anestesista in giro per l’Italia…

Pensate a volte che giro del destino…mi ha detto che era un medico diverso da tanti altri e che operava casi limite, mosso da una vocazione e non dal denaro e la carriera, come troppi…

Ho deciso di incontrarlo e, dopo aver visto la mia situazione clinica, mi ha detto subito che l’operazione era stata sbagliata, non avevano messo cuscinetti tra le vertebre per ammortizzare i movimenti della schiena e avevo due chiodi che non si erano saldati alle ossa, questo mi causava i dolori strazianti che avevo ogni giorno.

Mi ha detto che a Milano le operazioni senza i cuscinetti le facevano dieci anni fa, infatti tutti camminavano ma avevano i problemi che avevo io, che ora sono stati risolti con le nuove tecnologie…

È stato l’unico che mi ha detto la verità…mi ha rioperato e dopo dodici ore di intervento già il giorno dopo mi sono alzato, stavo in piedi come ormai da quattro anni non accadeva più, lo avevo dimenticato…

Ed ora eccomi qui…ho la mia agenzia di marketing e comunicazione ( Follia Pratica ) e scrivo, scrivo ogni giorno…continuamente, ho scoperto la mia più grande passione, non potrei più vivere credo senza scrivere almeno qualcosa della vita ogni giorno…nel mio ritorno alla vita scrivere è una necessità dell’anima e del cuore…aiutare gli altri a riflettere è il motore che spinge le mie dita ed il mio cuore gioisce quando quello che pubblico diventa utile…fosse anche ad una sola persona…

Mentre stavo male mi sono detto: un giorno chiuderò gli occhi per sempre, tutto sarà perduto…Io non voglio! La fatica che ho fatto a chi sarà servita? La getterò racchiusa in un corpo su cui qualcuno piangerà? Rimarrò nei ricordi delle persone che mi hanno conosciuto amato, odiato? Non mi basta! Ho parlato tanto in questa parte della mia esistenza.

Il mio cuore è spezzato e stanco, tra amori e dolori. Ho dentro cose da dire, voglio farlo scrivendo, Per me è vivere in eterno, almeno fino a che l’ultima mia frase non sarà sparita per sempre, ma passando attraverso gli occhi di chi avrà letto forse qualcosa di me resterà nei pensieri, come fosse immortale…

Così ora scrivo perché non dimentico quanto dura è la strada, quanto assurdo è l’amore, quanto breve è il nostro passaggio e quanto difficile è la felicità…Scrivo quello che sono, quello che penso, quello che sento, quello che vedo, quello che sogno, a volte con le lacrime, a volte sorridendo e non mi importa se è giusto o sbagliato…Scrivo per ribellione, per dannazione, per non buttare le mie dolorose esperienze e i miei bastardi sbagli in questo lurido mondo…Sperando che il dolore che ho nell’anima per il mio passato e per tutto quello che ho visto e sopportato, non sia sprecato!!!

A volte sento l’anima, l’anima che mi parla, sento all’improvviso tuoni e lampi dentro me, parole che cadono come pioggia disordinata sull’asfalto, trasportata dalla potenza del vento.

Vedo il film della mia vita, vedo volti, sorrisi, lacrime, il mio voler vivere tutto per poter capire, vedo amori sbagliati, finiti e sentimenti buttati, vedo esperienze che mi hanno segnato e cambiato e la dannazione che non mi ha mai lasciato…

Rivedo me, seduto sulle ginocchia di mio nonno, che della vita ne sapeva e mi ha insegnato e sento il profumo d’amore e di famiglia che non potrei mai dimenticare, vedo i miei tanti sbagli, le mie guerre, la mia ribellione, le mie tragedie e tutte le sfide che ho accettato…che non ho mai perso…collego le dita alla tastiera e tutto si materializza.

Ora sono diventato asociale, amo la mia solitudine più di ogni altra cosa, vivo, creo e scrivo da casa, che è diventato il mio regno fuori da un mondo che non mi piace più…

Cerco la mia tranquillità, continuamente, vivo nella speranza e con la convinzione che nulla più potrà turbarmi, scalfirmi, deludermi, abbattermi.

Aspetto giorni meravigliosi in cui i miei sentimenti, il mio fragile e stanco cuore, la mia sensibilità, la mia intelligenza non saranno feriti, offesi e violentati.

Desidero sonni tranquilli e risvegli sereni, senza dolori, senza dispiaceri.

Nel mio mondo di frutta candita esiste solo il bello dell’esistenza, il rispetto, la pace, l’amore, la giustizia, la comprensione, il sorriso……

Ma la realtà, lo so, è un’altra…la mia è pura follia, un’illusione, atterro con la faccia sul cemento alla fine d’ogni mio sogno in cui per un attimo volo libero, felice e spensierato…. mi faccio male…. la vita è sofferenza e dolore, a volte insostenibili……io.. però……..almeno per ora…non voglio smettere di sperare che un giorno tutto quello che desidero sarà possibile…….e così nel mio silenzio….continuo a scrivere…

Marco.S