Riflessioni sul Covid 19

Buongiorno amici miei…
Prendiamo in grazia di Dio le decisioni che ha preso lo stato per via del Covid 19 e cerchiamo di fare TUTTI il nostro dovere come possiamo, per il nostro paese e non solo per noi stessi.
È dinuovo un momento difficile, servono sacrifici, senso civico e rispetto delle regole se vogliamo uscire da questa situazione. Ricordo i racconti dei miei nonni sulla guerra, la fame, la povertà e cosa hanno passato, mi rendo conto che non sempre nella vita va tutto bene, a volte indipendentemente da noi, ed è questo che credo faccia rabbia a molti, che ci venga tolto qualcosa che ci siamo sudati senza colpe.
Mio nonno mi raccontava che una mattina si sono svegliati ed era guerra, la loro vita è cambiata per anni, già sopravvivere era un dono, che colpe avevano? Eppure sono andati avanti, combattendo, arrancando, ma hanno resistito e ne sono usciti, tutto quello che abbiamo ora è merito loro che non si sono arresi.
Finita la guerra hanno ricostruito con le idee, con la forza di volontà, con i sacrifici e quanti sono morti combattendo.
Ma a volte succede, si fa fatica ad ammetterlo ma succede, la nostra generazione è stata fortunata, forse troppo, non siamo abituati al sacrificio, alle rinunce, abbiamo vissuto nell’era del capitalismo, del consumismo, degli eccessi, dello spreco e del benessere, questo ci ha resi deboli e viziati, alle prime difficoltà il paese sta crollando, le persone vanno in crisi psicologica e si ribellano, c’è chi dice che il virus non esiste e vi garantisco che ho visto persone che stavano bene morire in una settimana, io stesso sono a rischio con l’enfisema polmonare, se prendo il virus forse non durò tre giorni, mentre, anche se con i farmaci, posso andare avanti a vivere ancora anni.
Purtroppo arrivano momenti nella vita in cui le cose cambiano, il mondo va come vuole, non siamo noi a decidere, del resto non siamo solo noi, questo virus sta devastando l’economia mondiale e la possiamo fermare solo rispettando le regole il più possibile…
Ricordo quando anni fa guardavo film di fantascienza, dove un virus spazzava via l’umanità, sembrava impossibile, ma queste sono le guerre di questo secolo, che non sono più quelle dei fucili e delle bombe a mano, ma quelle batteriologiche.
Che poi stare in casa al caldo con mille comodità è sacrificio?
Stare un periodo senza fare feste, shopping, apericene, locali, baldoria è un sacrificio?
Il problema è che questa generazione il sacrificio non sa proprio cosa sia…
Il problema per tutti è il lavoro, le difficoltà economiche che si devono affrontare, di certo non è colpa di nessuno se nella vita in questi anni abbiamo sperperato tutto quello che si guadagnava pensando che sarebbe andata sempre bene e mi dispiace è la verità…quanti vivono sopra le proprie possibilità pur di non rinunciare a niente?
Molti dicono che lo stato non ha fatto nulla, ma non è vero…
Nessuno parla dei finanziamenti alle imprese a tassi irrisori garantiti dallo stato…
Ho una persona amica che lavora per una società che fa le pratiche per quei finanziamenti, mi diceva che in sei mesi le banche stanno erogando milioni e milioni di euro praticamente a chiunque li chieda…
I soldi di quel prestito agevolato li stanno prendendo praticamente tutti, anche perché quando ricapita che una banca eroghi prestiti senza chiedere garanzie…il problema e che quei soldi non li sta prendendo solo chi ne ha davvero bisogno, ma anche chi non ne ha affatto la necessità, magari per cambiare la macchina, per il nuovo iPhone 12 , per andare in ferie o per togliersi sfizi che diversamente non avrebbe potuto…quando si dovrà cominciare a restituirli tra due anni mi viene da ridere e mi chiedo molta gente come farà.
Ma questi siamo noi, una generazione di viziati incontentabili, sempre infelici e incazzati comunque, perché se abbiamo cento ci manca il centouno, questi siamo noi che parliamo di sacrifici quando i nostri figli indossano scarpe da 400 euro, felpe da 300 euro e smartphone da 800 euro, noi che ormai pur di avere tutto ci siamo indebitati da anni per macchine sempre più grandi, per case sempre più lussuose, per abiti sempre più costosi…
Stanotte pensavo a mio padre che si faceva 80 km andata e 80 km al ritorno con una bicicletta scassata per campagne per andare a dare un bacio a mia madre, per stare un ora con lei…
Usiamo il buon senso amici miei, ho sperato che questa crisi potesse fare riflettere sulla strada che abbiamo intrapreso, esagerazioni, eccessi, controsensi e perdita di valori che contraddistinguono questa generazione.
Speravo che tutto questo potesse renderci migliori, far ravvedere molte persone e renderle più profonde, invece purtroppo giorni fa ho visto ancora gente sui social che in un momento come questo si lamentava perché non è riuscita ad andare per locali a festeggiare Halloween e mi cadono le braccia, mi chiedo davvero a che punto di stupidità il consumismo ci ha ridotti e se mai qualcosa ci salverà e ci farà tornare ad un minimo di decenza…
Che vi voglio bene lo sapete.
(Marco.S.)

MAI MOLLARE

Non mi ha ucciso la cattiveria, l’invidia e la stupidità delle persone, che per troppa bontà d’animo e ingenuità non avrei mai immaginato.
Non mi ha ucciso essere finito povero da non avere i soldi nemmeno per le sigarette, dopo essere stato ricco e quasi un Dio, a causa della disonestà che regna in questo mondo.
Non mi ha ucciso essermi trovato senza una famiglia, senza un lavoro, senza una donna, senza una lira e senza amici, senza tutto quello che permette ad un essere umano di stare in piedi, finito ad antidepressivi per salvarmi dalla mia voglia di non vivere più e mi sono rialzato e ho cambiato la mia vita.
Non mi hanno ucciso questi ultimi nove anni di disgrazie, tre operazioni, di cui una ai polmoni e due alla schiena da quattordici ore l’una, per non finire su una sedia a rotelle, tentando di rimettere a posto la mia schiena, che a posto non andrà mai più.
Non mi uccidono tutti i farmaci di cui ogni giorno mi riempio ormai da otto anni e ne prendo sempre di più per riuscire a stare in piedi.
Non mi uccide la stupidità che ogni giorno vedo e i controsensi inspiegabili di cui viviamo noi esseri umani.
Mia madre che ha visto che disgrazia è stata la mia esistenza, con le lacrime agli occhi, a volte mi guarda e mi dice ” Non so dove hai sempre trovato la forza e come non sei morto ” sapete cosa le rispondo? ” Ho mai avuto scelta Mamma, per non morire la forza si trova? “
Se non sono morto e sono ancora qui a combattere, iniziando un nuovo progetto, dove anche con la schiena a pezzi dovrò viaggiare, perché una possibilità mi è stata data per cambiare la mia vita e non si può sprecare.
Non morirà l’italia di questa pandemia, non moriremo per questo stato di ladri incompetenti che ci assilla da decenni togliendoci quasi tutto quello che si guadagna, non moriremo per due o tre mesi di difficoltà, non moriremo senza ristoranti, divertimenti e con pochi soldi in tasca, non moriremo di questa situazione fatta di disinformazione, di stupidità, di ignoranza, di poca voglia di fare sacrifici, perché abituati ormai che non manca nulla e si vive buttando soldi continuamente per cose inutili.
Non morirà l’Italia che è sopravvissuta a due guerre mondiali, alla fame, alla povertà,
Non morirà il nostro paese se useremo intelligenza, rispetto per le regole, se saremo pronti a fare dei sacrifici per far passare questo momento, non morirà l’economia se troveremo nuove strade, nuove idee per lavorare anche con le evidenti difficoltà a cui si deve fare fronte.
Non moriremo se viviamo per un po’ senza vizi, senza eccessi.
se tutti insieme non molliamo e combattiamo per cercare di andare avanti sempre e comunque…
MAI MOLLARE, questo mi dico ogni mattina da anni quando mi sveglio pieno di dolori e devo trovare la forza di stare in piedi…provate a dirlo anche voi a voi stessi, per essere utili al paese e per uscire da questa situazione prima possibile.
Che vi voglio bene lo sapete.
(Marco.S.)

Nuovo Progetto, nuova vita.

A volte nella vita senti di dover cambiare tutto, senti un fuoco dentro che brucia, quel fuoco della passione per quello che sai fare meglio di ogni altra cosa, che tante volte ti ha fatto credere e sognare in un futuro diverso, migliore, che ti ha permesso di arrampicare muri a morsi senza mollare mai.
La vita è fatta di sogni che non sempre si realizzano, ma, a volte, il destino aiuta gli audaci, questo ho sempre pensato, quel destino che ha cambiato tante volte la mia vita.
Nei miei progetti ho conosciuto la cattiveria, l’invidia, l’incompetenza, il tradimento, la stupidità, ma per fortuna anche il successo che mi ha portato in alto ma che purtroppo mi ha anche fatto cadere e sprofondare più volte in abissi bui e sconosciuti da cui, con tutta la forza che avevo, sono sempre riuscito a riemergere più forte di prima, anche se il dispiacere a volte mi ha quasi ucciso.
È di nuovo il tempo per costruire, per creare un nuovo futuro per me e per le persone che ora stanno credendo in me.
Saluto con tutto il cuore i clienti della mia agenzia con cui ho collaborato, che spero di aver aiutato nella loro crescita professionale, nella loro corsa al successo, mettendo a loro disposizione la mia creatività e le mie esperienze.
Questo è un nuovo futuro per me, nuova azienda, nuove idee, nuove persone con cui collaborare, nuove sfide, nuovi sogni, tanta fatica da affrontare nonostante la mia schiena, dovrò ricominciare a viaggiare in tutta Italia ma non ho paura, l’esperienza è tanta, la volontà di riuscire anche e so che ci riuscirò, so che arriveremo in alto perché so che le persone che stanno credendo in me sono persone perbene, persone che questa volta non mi deluderanno e non distruggeranno tutto come è sempre accaduto purtroppo nella mia lunga carriera lavorativa.
Auguri a noi, da oggi si parte con questo nuovo sogno da realizzare, di cui saprete presto.
Questa è la dimostrazione che non si deve mai smettere di credere, di fare il proprio dovere onestamente anche se il destino ti mette in ginocchio con la salute non si deve mollare mai, credendo in se stessi e nelle proprie capacità e forse il coraggio e l’onestà prima o poi vengono ripagati.
(Marco.S.)

STUPIDITÀ, IL MALE DEL MONDO

Vedendo cosa è successo in Sardegna rimango allibito.
Pensavo al dopoguerra, alla povertà, a quando la gente non aveva nulla e già se avevano una casa e il cibo per nutrirsi erano felici e si pensava di avere tutto, bastava quel poco per sentirsi fortunati.
Questa generazione di viziati senza senso ne valori invece deve avere tutto, altrimenti non è vita, si vive pieni di cose che non ci servono davvero, ma questo non basta.
Un virus colpisce il mondo da cui con fatica ci stavamo salvando e la gente non solo per il proprio bene, ma anche per quello degli altri, una volta tanto non riesce ad evitare di andare in ferie, o magari andarci evitando discoteche e locali notturni, mentre due mesi fa tutti piangevano miseria perché senza lavorare non si poteva andare avanti.
Sono scioccato, abbiamo vissuto mesi chiusi in casa e mi sembra che, le uniche che siano morte, siano le persone colpite dal virus, appena usciti tutti a vivere come se fossero morti senza tutte le minchiate di cui sia sono riempti per infelicità per tutta la vita.
Se proprio non si riusciva a starsene a casa, magari andare in ferie, che per come eravamo messi è già stato tanto, e invece di andare a fare casino nei locali, una passeggiata sulla spiaggia di notte no? No… troppo poco, oggi se non ci si riempie di proprio tutti i vizi non è vita, i divertimenti sono alla base, se non ci sono quelli siamo dei falliti infelici.
Ora le conseguenze le pagheremo tutti, ma cosa importa, intanto in ferie si sono divertiti.
Il vero fallimento è la stupidità di questa generazione, come viviamo e di cosa viviamo, abbiamo perso i valori, abbiamo perso la dignità, il buon senso e quel briciolo di cervello necessario per ragionare, correndo dietro al consumismo e ai modelli che questa società di pecore ci ha fatto desiderare, abbiamo dimenticato l’amore per noi stessi e per il prossimo, mi dispiace, provo vergogna per gli esseri umani, per come e di cosa vivono e per come si sono ridotti…
Scusate.
(Marco.S)

Altri Tempi

Nelle mie notti di pensieri ho ricordato il valore che davano i miei genitori al loro amore e a loro stessi.
Pensavo ai loro sentimenti, alla gelosia che provavano, alla loro riservatezza, alla loro dignità.
Mi guardo intorno oggi e quell’amore tra le persone non riesco più a vederlo, vedo solo tanta infelicità creata da questo modo nuovo di vedere i rapporti.
Ricordo gli occhi di mio padre mentre guardava mia madre, ricordo la sua gelosia se altri uomini le facevano i complimenti, ricordo che mia madre evitava tante cose per non creare in lui fastidio e dispiacere. Sono sicuro che non era fatica per lei tali erano l’amore e il rispetto che provava per lui e per se stessa; nella gelosia di mio padre sentiva il suo amore e capiva bene cosa provava, anche lei era gelosa di lui.
Ricordo che perfino mio zio e gli amici di mio padre erano gelosi della bellezza di mia madre, quando non c’era lui a guardare male gli uomini che la guardavano erano loro a farlo e  io vedevo l’onore e il rispetto tra uomini in tutto questo.
Ricordo mia madre che non si vestiva sempre, amava farlo solo per mio padre quando la portava fuori, quando era con lui, era una gioia per lei prepararsi ed essere bella solo ai suoi occhi, mio padre le faceva complimenti bellissimi e nel suo volto vedevo la felicità, voleva essere bella solo per il suo uomo, non per gli occhi di altri, anzi se andava in luoghi dove sapeva ci sarebbero stati molti uomini era imbarazzata e si copriva.
Ricordo mio padre, non guardava tutte le donne che passavano, anzi se passava una donna troppo in mostra si girava per evitare di guardarla, per rispetto di mia madre e di se stesso.
Mi chiedo ora nei rapporti come si vive, si regala il proprio corpo a come se non valesse nulla, per venti complimenti tristi al giorno, tra l’altro di sconosciuti che li fanno a chiunque: una donna dovrebbe sentirsi bella, unica ed apprezzata per questo?
Donne in mostra ovunque, del loro corpo ne sanno più gli estranei che i loro mariti, bellezze svendute senza più dignità, nè rispetto per se stesse e soprattutto per gli uomini che hanno accanto e anche per i loro figli che mi chiedo un giorno, da grandi, che ricordi potranno mai avere delle loro madri.
Se un uomo volesse sapere la lista di tutti gli uomini che corteggiano la loro donna basterebbe entrare nelle pagine social, ma oggi è un vanto, più complimenti una donna riceve più si sente bella ed importante, non importa se suo marito passa per fesso davanti a chiunque lo frequenti o se gli amici dei loro figli pensano cose terribili.
Ormai nei rapporti ognuno fa quello che vuole, che faccia bene o male all’altro, che dia fastidio oppure no, che sia giusto oppure sbagliato non importa, si vive di ciò di cui si ha bisogno, che siano schifezze senza senso o altro non importa, l’importante è riempirsi sempre di qualcosa.
L’importante è essere al centro dell’attenzione di tanti, essere corteggiate per le donne, e cercare scopate in giro per gli uomini.
Ma l’amore dove è finito? Quel sentimento così grande unico e puro che vedevo.
Si vive di rabbia, di dispetti, di discussioni, di rancori, se non sei tutto quello che voglio e non  accetti quello che sono non posso amarti, se non mi dai tu quello che mi serve vado a prendermelo altrove.
Se non sono felice mi riempio di altro per esserlo e tu arrangiati.
Rapporti pieni di odio e rancori, ognuno con il proprio ego da soddisfare, ormai si litiga anche sui social, ci si insulta, si mettono in piazza i propri fatti, i tradimenti, magari solo per sentirsi dire da qualche sconosciuto “hai ragione tu”.
Mi chiedo dove siano finiti i valori dell’amore, i “per te farei qualsiasi cosa, per te lo faccio, senza di te non sono niente e morirei”, mi chiedo dove siano finiti la dolcezza, la comprensione, i bei modi, la tenerezza, la disponibilità, la cortesia, la dignità e il rispetto,  i “se ti dà fastidio evito di farlo, se non vuoi non vado”.
Sembrano cose di secoli fa, cose mai esistite tra le persone.
Ora la gente si sente figa se si ribella, se qualcuno dice non dovresti farlo è la volta che per dispetto lo fanno, guadagnandoci cosa poi?
Poi ci si chiede dove sono finiti i grandi amori che non esistono più, l’amore nasce, cresce e si alimenta sulla base dei più grandi valori degli uomini…onestà, sincerità, lealtà, fedeltà, rispetto, dignità che molti in questa epoca di stupidità senza senso, non sanno nemmeno cosa siano. (Marco.S.)

IL MERITO

Quante persone passano la loro esistenza a lamentarsi perché non trovano l’amore e le persone giuste o perché non ottengono ciò che pensano di meritare…
Quanti invece interrogano la loro coscienza e si danno qualche colpa, quanti si chiedono se, per come sono fatti, per come si comportano, meritano davvero di essere scelti da grandi persone, amati e rispettati.
Quanti si chiedono se tutto quello che desiderano dagli altri sarebbero in grado di darlo e se quello che sono sia davvero un gran vale la pena per chi li incontra.
Quanti si chiedono se hanno i grandi valori per meritare una grande vita, un grande amore e sono certi di fare la fatica che serve per ottenere tutto quello che vogliono e pensano di meritare.
Quante anime nobili, menti elevate e persone moralmente integre esistono, in grado di meritare vite meravigliose.
Quanti hanno il coraggio di rischiare, di comprendere, di mettersi in gioco e di non mollare mai e quanti sanno amare davvero gli altri più che se stessi ed essere leali, onesti, sinceri e non tradire.
Quanti vivono di sostanza e non di sola apparenza e hanno il coraggio e la personalità per non seguire il branco.
Quante persone si sentono meravigliose e lo sono davvero.
Quanta ipocrisia in questo mondo e quanta infelicità voluta.
Quanti meritano davvero l’amore, la fama, il successo e l’onore.
(Marco.S.)

Cuori Spenti

Quanti cuori ormai spenti a causa di troppi fallimenti, e tradimenti, quanti sogni chiusi in cassetti che non si riapriranno mai…Quanti segni del destino sprecati, quanta paura di farsi male e rimanere fottuti, quante lacrime di dolore per le persone sbagliate e quanto spreco di quelle giuste…Quanto egocentrismo e individualismo, si pensa a tutto ciò che si desidera, dimenticando la bellezza di donare tutto di sé stessi agli altri per renderli felici…Non si vive più, non si ama più nulla che non sia la propria libertà… L’era dei sentimenti nobili e dei grandi valori degli esseri umani è morta, l’arte, la poesia, gli uomini veri e d’onore e le donne colme di dignità e pudore stanno scomparendo…Invece la vita è un meraviglioso e fottuto gioco, un giorno si ride, un giorno si piange, un giorno ami, godi e ti senti in cielo, un giorno pensi di morire di dolore per un amore finito e finisci all’inferno, un giorno ti senti in cima al mondo all’apice del successo, un giorno ti ritrovi a fondo e devi trovare forza e coraggio per ricominciare…
Ma questa è la vera bellezza e la grandezza della vita, rischi, sbagli, ami, cresci impari, ti fortifichi, conosci te stesso e come gira il mondo e i sentimenti e hai meno paura, il dolore ci rende più profondi, rari e unici, la consapevolezza data dall’esperienza ci porta a poter vivere situazioni sempre più intensei e di valore e ad intraprendere sfide sempre più ardue, ci porta a saper riconoscere l’amore per poter essere pronti il giorno che ci accarezzerà il cuore…Vale sempre la pena farsi anche male…per provare ad essere felici e vivere davvero…
(Marco.S)

Il 4 maggio non deve essere una festa.

Vorrei aiutare più persone possibili a riflettere per il bene loro e della nazione.
Italiani il 4 maggio non sarà una festa ma un pericolo…un grave pericolo, forse la situazione più grave e pericolosa dall’inizio di questa pandemia.
Se il contagio a causa dell’irresponsabilita’ aumenterà dinuovo e a dismisura, lo stato non potrà fare altro che rinchiuderci in casa nuovamente e non sarà per due mesi, sarà a tempo indeterminato fino a che non si troverà un vaccino o una cura.
Se non siete stupidi, potete immaginare da soli come andrà a finire l’economia, i posti di lavoro e tutti i soldi degli italiani, compreso i vostri.
Capisco che per molti l’essere stati chiusi in casa sia stato straziante ed insopportabile, lo è stato per tutti, non per questo il 4 Maggio dobbiamo pensare che sia la liberazione delle mandrie e che si possa tornare a vivere come prima e fare tutto quello che si vuole, anzi, dopo tutto quello che in questi mesi avete visto, morti, situazioni disastrose negli ospedali e troppo altro credo tutti abbiano capito che non è un gioco, che si muore davvero e che una nazione se non si è responsabili può finire in malora.
Io vi prego di non farvi prendere dall’euforia, dai bisogni e dall’irresponsabilità e di usare i DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, siate più che attenti nell’osservare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e state attenti per la vostra salute e quella dei vostri cari, sappiate che qualsiasi errore costerebbe caro non solo a voi ma a tutta la nazione.
Cercate di vivere pensando che ogni persona che incontrate sia un possibile contagio, in maniera che nella vostra testa vi abituate alle misure di sicurezza da adottare.
Fate girare più possibile per il bene di tutti.
(Marco.S.)

Non siamo tutti nella stessa barca

Mai avevamo affrontato un momento così, mai ce lo saremmo aspettati, mai lo avremmo voluto ma da un giorno all’altro è cambiata la nostra vita, ma non allo stesso modo per tutti. Conte ci ripete spesso ‘siamo tutti nella stessa barca e tutti insieme dobbiamo remare per farcela’, ma non dica cazzate presidente, non è così. Forse siamo tutti dentro la stessa tempesta, ma su mezzi diversi.
C’è chi si è organizzato con lo smart working e di tornare a lavorare non gli importa, c’è chi invece non vede l’ora di tornare perché ormai i soldi per pagare l’affitto e fare la spesa sono quasi finiti. Ci sono imprenditori piccoli e grandi che bramano di riaprire le loro attività perché sono seriamente preoccupati di non poter più assicurare un lavoro per i propri dipendenti e operai, ansiosi di tornare nel loro posto di lavoro, se ancora esiste. C’è chi ama questa solitudine forzata e chi nella solitudine per molto tempo ci è soffocato e non riesce a dominarla. C’è chi la propria quarantena la passa in una casa con attico vista mare e chi la deve far passare in un appartamento di 80 metri quadrati, con due bambini piccoli a cui manca l’aria per respirare. C’è chi in quattro mura sta in armonia con i propri cari e chi in quattro mura subisce insulti, prepotenze e cattiverie.
Questo virus fa paura a tutti, ma ora fa molta paura anche il virus dell’incertezza e dell’incognita per il proprio futuro e quello dei propri cari. Cerchiamo di guardare oltre, di non disprezzare ciò che non si prova o non si sente, cerchiamo di non giudicare ma semplicemente di capire, alla fine navighiamo in barche diverse.
( Marco.S. )

#siamoconvoi.

Invece di pubblicare cazzate, di lamentarci, pensiamo a dare sostegno morale e forza con la nostra voce, come possiamo, a chi ne ha bisogno. I social sono un gran mezzo per farlo.
Siamo in un momento difficile, tanti lutti, tante famiglie colpite da questa tragedia, tante persone che lottano tra la vita e la morte e tante anime buone che ogni giorno stanno combattendo per salvarci rischiando la loro vita.
Condividete o pubblicate sulle vostre pagine per far sentire a tutti gli Italiani in difficoltà che siamo con loro.
(Marco.S.)

Cambiamento

C’è chi approfitta di questo disastro per crescere e diventare migliore e da tutto questo sta comprendendo gli sbagli di una vita e il vero valore delle piccole cose, chi non ci sta capendo proprio niente e vive nel nulla della sua stupidità.
C’è chi sta usando il tempo per recuperare i suoi affetti a casa, chi a casa soffoca a causa di amori finiti da tempo, sopportabili solo vivendo separati grazie agli impegni quotidiani.
C’è chi ha l’amante che non può vedere e chi non ha nessuno e in casa muore di solitudine.
C’è chi deve uscire per fare un lavoro in pubblico, chi teme per il suo lavoro a causa del crollo dell’economia e chi sta male e vorrebbe il rispetto di chi, invece, esce e contravviene agli inviti a restare a casa per limitare i contagi.
C’è tanta umanità che vuole far sentire la sua voce e tanti esaltati che approfittano di questa situazione per mettersi in mostra.
C’è chi comprende e rispetta le regole e chi si ribella fregandosene del prossimo.
Questa situazione sta portando alla luce come siamo fatti, come siamo diventati dopo aver vissuto per anni nel benessere e nei vizi, trasportati da un consumismo che ci ha resi aridi, vuoti di valori ma pieni di cose materiali che neanche ci servivano davvero per essere felici.
C’è chi dice che tutto questo è un dono, un segno che ci può far ravvedere, che ci riporta verso i valori che ormai abbiamo dimenticato e c’è chi è incazzato e sta solo aspettando che tutto questo finisca per tornare a fare viaggi, apericene e feste come sempre, come se nulla fosse accaduto.
C’è chi soffre in ospedale, condannato a morire solo senza un abbraccio dei suoi cari e c’è chi va al mare nascosto dietro agli scogli per prendere il sole.
C’è chi si preoccupa per il futuro, per l’economia, per i posti di lavoro e chi pensa solo che quest’anno non potrà forse andare in ferie.
Tutto questo qualcosa cambierà, come ogni guerra, crisi e tragedia che hanno attraversato l’esistenza umana, forse in meglio, forse in peggio, solo il tempo potrà dirlo, solo il tempo e le nostre reazioni alle difficoltà ci spiegheranno che generazione siamo, se avremo la forza di cambiare, di sostenere il cambiamento e di superarlo o se quello che siamo diventati è solo fumo inutile, dissolto da un’influenza che nessuno avrebbe mai previsto.

(Marco.S.)