Altri Tempi

Nelle mie notti di pensieri ho ricordato il valore che davano i miei genitori al loro amore e a loro stessi.
Pensavo ai loro sentimenti, alla gelosia che provavano, alla loro riservatezza, alla loro dignità.
Mi guardo intorno oggi e quell’amore tra le persone non riesco più a vederlo, vedo solo tanta infelicità creata da questo modo nuovo di vedere i rapporti.
Ricordo gli occhi di mio padre mentre guardava mia madre, ricordo la sua gelosia se altri uomini le facevano i complimenti, ricordo che mia madre evitava tante cose per non creare in lui fastidio e dispiacere. Sono sicuro che non era fatica per lei tali erano l’amore e il rispetto che provava per lui e per se stessa; nella gelosia di mio padre sentiva il suo amore e capiva bene cosa provava, anche lei era gelosa di lui.
Ricordo che perfino mio zio e gli amici di mio padre erano gelosi della bellezza di mia madre, quando non c’era lui a guardare male gli uomini che la guardavano erano loro a farlo e  io vedevo l’onore e il rispetto tra uomini in tutto questo.
Ricordo mia madre che non si vestiva sempre, amava farlo solo per mio padre quando la portava fuori, quando era con lui, era una gioia per lei prepararsi ed essere bella solo ai suoi occhi, mio padre le faceva complimenti bellissimi e nel suo volto vedevo la felicità, voleva essere bella solo per il suo uomo, non per gli occhi di altri, anzi se andava in luoghi dove sapeva ci sarebbero stati molti uomini era imbarazzata e si copriva.
Ricordo mio padre, non guardava tutte le donne che passavano, anzi se passava una donna troppo in mostra si girava per evitare di guardarla, per rispetto di mia madre e di se stesso.
Mi chiedo ora nei rapporti come si vive, si regala il proprio corpo a come se non valesse nulla, per venti complimenti tristi al giorno, tra l’altro di sconosciuti che li fanno a chiunque: una donna dovrebbe sentirsi bella, unica ed apprezzata per questo?
Donne in mostra ovunque, del loro corpo ne sanno più gli estranei che i loro mariti, bellezze svendute senza più dignità, nè rispetto per se stesse e soprattutto per gli uomini che hanno accanto e anche per i loro figli che mi chiedo un giorno, da grandi, che ricordi potranno mai avere delle loro madri.
Se un uomo volesse sapere la lista di tutti gli uomini che corteggiano la loro donna basterebbe entrare nelle pagine social, ma oggi è un vanto, più complimenti una donna riceve più si sente bella ed importante, non importa se suo marito passa per fesso davanti a chiunque lo frequenti o se gli amici dei loro figli pensano cose terribili.
Ormai nei rapporti ognuno fa quello che vuole, che faccia bene o male all’altro, che dia fastidio oppure no, che sia giusto oppure sbagliato non importa, si vive di ciò di cui si ha bisogno, che siano schifezze senza senso o altro non importa, l’importante è riempirsi sempre di qualcosa.
L’importante è essere al centro dell’attenzione di tanti, essere corteggiate per le donne, e cercare scopate in giro per gli uomini.
Ma l’amore dove è finito? Quel sentimento così grande unico e puro che vedevo.
Si vive di rabbia, di dispetti, di discussioni, di rancori, se non sei tutto quello che voglio e non  accetti quello che sono non posso amarti, se non mi dai tu quello che mi serve vado a prendermelo altrove.
Se non sono felice mi riempio di altro per esserlo e tu arrangiati.
Rapporti pieni di odio e rancori, ognuno con il proprio ego da soddisfare, ormai si litiga anche sui social, ci si insulta, si mettono in piazza i propri fatti, i tradimenti, magari solo per sentirsi dire da qualche sconosciuto “hai ragione tu”.
Mi chiedo dove siano finiti i valori dell’amore, i “per te farei qualsiasi cosa, per te lo faccio, senza di te non sono niente e morirei”, mi chiedo dove siano finiti la dolcezza, la comprensione, i bei modi, la tenerezza, la disponibilità, la cortesia, la dignità e il rispetto,  i “se ti dà fastidio evito di farlo, se non vuoi non vado”.
Sembrano cose di secoli fa, cose mai esistite tra le persone.
Ora la gente si sente figa se si ribella, se qualcuno dice non dovresti farlo è la volta che per dispetto lo fanno, guadagnandoci cosa poi?
Poi ci si chiede dove sono finiti i grandi amori che non esistono più, l’amore nasce, cresce e si alimenta sulla base dei più grandi valori degli uomini…onestà, sincerità, lealtà, fedeltà, rispetto, dignità che molti in questa epoca di stupidità senza senso, non sanno nemmeno cosa siano. (Marco.S.)

IL MERITO

Quante persone passano la loro esistenza a lamentarsi perché non trovano l’amore e le persone giuste o perché non ottengono ciò che pensano di meritare…
Quanti invece interrogano la loro coscienza e si danno qualche colpa, quanti si chiedono se, per come sono fatti, per come si comportano, meritano davvero di essere scelti da grandi persone, amati e rispettati.
Quanti si chiedono se tutto quello che desiderano dagli altri sarebbero in grado di darlo e se quello che sono sia davvero un gran vale la pena per chi li incontra.
Quanti si chiedono se hanno i grandi valori per meritare una grande vita, un grande amore e sono certi di fare la fatica che serve per ottenere tutto quello che vogliono e pensano di meritare.
Quante anime nobili, menti elevate e persone moralmente integre esistono, in grado di meritare vite meravigliose.
Quanti hanno il coraggio di rischiare, di comprendere, di mettersi in gioco e di non mollare mai e quanti sanno amare davvero gli altri più che se stessi ed essere leali, onesti, sinceri e non tradire.
Quanti vivono di sostanza e non di sola apparenza e hanno il coraggio e la personalità per non seguire il branco.
Quante persone si sentono meravigliose e lo sono davvero.
Quanta ipocrisia in questo mondo e quanta infelicità voluta.
Quanti meritano davvero l’amore, la fama, il successo e l’onore.
(Marco.S.)

Cuori Spenti

Quanti cuori ormai spenti a causa di troppi fallimenti, e tradimenti, quanti sogni chiusi in cassetti che non si riapriranno mai…Quanti segni del destino sprecati, quanta paura di farsi male e rimanere fottuti, quante lacrime di dolore per le persone sbagliate e quanto spreco di quelle giuste…Quanto egocentrismo e individualismo, si pensa a tutto ciò che si desidera, dimenticando la bellezza di donare tutto di sé stessi agli altri per renderli felici…Non si vive più, non si ama più nulla che non sia la propria libertà… L’era dei sentimenti nobili e dei grandi valori degli esseri umani è morta, l’arte, la poesia, gli uomini veri e d’onore e le donne colme di dignità e pudore stanno scomparendo…Invece la vita è un meraviglioso e fottuto gioco, un giorno si ride, un giorno si piange, un giorno ami, godi e ti senti in cielo, un giorno pensi di morire di dolore per un amore finito e finisci all’inferno, un giorno ti senti in cima al mondo all’apice del successo, un giorno ti ritrovi a fondo e devi trovare forza e coraggio per ricominciare…
Ma questa è la vera bellezza e la grandezza della vita, rischi, sbagli, ami, cresci impari, ti fortifichi, conosci te stesso e come gira il mondo e i sentimenti e hai meno paura, il dolore ci rende più profondi, rari e unici, la consapevolezza data dall’esperienza ci porta a poter vivere situazioni sempre più intensei e di valore e ad intraprendere sfide sempre più ardue, ci porta a saper riconoscere l’amore per poter essere pronti il giorno che ci accarezzerà il cuore…Vale sempre la pena farsi anche male…per provare ad essere felici e vivere davvero…
(Marco.S)

Il 4 maggio non deve essere una festa.

Vorrei aiutare più persone possibili a riflettere per il bene loro e della nazione.
Italiani il 4 maggio non sarà una festa ma un pericolo…un grave pericolo, forse la situazione più grave e pericolosa dall’inizio di questa pandemia.
Se il contagio a causa dell’irresponsabilita’ aumenterà dinuovo e a dismisura, lo stato non potrà fare altro che rinchiuderci in casa nuovamente e non sarà per due mesi, sarà a tempo indeterminato fino a che non si troverà un vaccino o una cura.
Se non siete stupidi, potete immaginare da soli come andrà a finire l’economia, i posti di lavoro e tutti i soldi degli italiani, compreso i vostri.
Capisco che per molti l’essere stati chiusi in casa sia stato straziante ed insopportabile, lo è stato per tutti, non per questo il 4 Maggio dobbiamo pensare che sia la liberazione delle mandrie e che si possa tornare a vivere come prima e fare tutto quello che si vuole, anzi, dopo tutto quello che in questi mesi avete visto, morti, situazioni disastrose negli ospedali e troppo altro credo tutti abbiano capito che non è un gioco, che si muore davvero e che una nazione se non si è responsabili può finire in malora.
Io vi prego di non farvi prendere dall’euforia, dai bisogni e dall’irresponsabilità e di usare i DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, siate più che attenti nell’osservare le disposizioni in materia di distanziamento sociale e state attenti per la vostra salute e quella dei vostri cari, sappiate che qualsiasi errore costerebbe caro non solo a voi ma a tutta la nazione.
Cercate di vivere pensando che ogni persona che incontrate sia un possibile contagio, in maniera che nella vostra testa vi abituate alle misure di sicurezza da adottare.
Fate girare più possibile per il bene di tutti.
(Marco.S.)

Non siamo tutti nella stessa barca

Mai avevamo affrontato un momento così, mai ce lo saremmo aspettati, mai lo avremmo voluto ma da un giorno all’altro è cambiata la nostra vita, ma non allo stesso modo per tutti. Conte ci ripete spesso ‘siamo tutti nella stessa barca e tutti insieme dobbiamo remare per farcela’, ma non dica cazzate presidente, non è così. Forse siamo tutti dentro la stessa tempesta, ma su mezzi diversi.
C’è chi si è organizzato con lo smart working e di tornare a lavorare non gli importa, c’è chi invece non vede l’ora di tornare perché ormai i soldi per pagare l’affitto e fare la spesa sono quasi finiti. Ci sono imprenditori piccoli e grandi che bramano di riaprire le loro attività perché sono seriamente preoccupati di non poter più assicurare un lavoro per i propri dipendenti e operai, ansiosi di tornare nel loro posto di lavoro, se ancora esiste. C’è chi ama questa solitudine forzata e chi nella solitudine per molto tempo ci è soffocato e non riesce a dominarla. C’è chi la propria quarantena la passa in una casa con attico vista mare e chi la deve far passare in un appartamento di 80 metri quadrati, con due bambini piccoli a cui manca l’aria per respirare. C’è chi in quattro mura sta in armonia con i propri cari e chi in quattro mura subisce insulti, prepotenze e cattiverie.
Questo virus fa paura a tutti, ma ora fa molta paura anche il virus dell’incertezza e dell’incognita per il proprio futuro e quello dei propri cari. Cerchiamo di guardare oltre, di non disprezzare ciò che non si prova o non si sente, cerchiamo di non giudicare ma semplicemente di capire, alla fine navighiamo in barche diverse.
( Marco.S. )

#siamoconvoi.

Invece di pubblicare cazzate, di lamentarci, pensiamo a dare sostegno morale e forza con la nostra voce, come possiamo, a chi ne ha bisogno. I social sono un gran mezzo per farlo.
Siamo in un momento difficile, tanti lutti, tante famiglie colpite da questa tragedia, tante persone che lottano tra la vita e la morte e tante anime buone che ogni giorno stanno combattendo per salvarci rischiando la loro vita.
Condividete o pubblicate sulle vostre pagine per far sentire a tutti gli Italiani in difficoltà che siamo con loro.
(Marco.S.)

Cambiamento

C’è chi approfitta di questo disastro per crescere e diventare migliore e da tutto questo sta comprendendo gli sbagli di una vita e il vero valore delle piccole cose, chi non ci sta capendo proprio niente e vive nel nulla della sua stupidità.
C’è chi sta usando il tempo per recuperare i suoi affetti a casa, chi a casa soffoca a causa di amori finiti da tempo, sopportabili solo vivendo separati grazie agli impegni quotidiani.
C’è chi ha l’amante che non può vedere e chi non ha nessuno e in casa muore di solitudine.
C’è chi deve uscire per fare un lavoro in pubblico, chi teme per il suo lavoro a causa del crollo dell’economia e chi sta male e vorrebbe il rispetto di chi, invece, esce e contravviene agli inviti a restare a casa per limitare i contagi.
C’è tanta umanità che vuole far sentire la sua voce e tanti esaltati che approfittano di questa situazione per mettersi in mostra.
C’è chi comprende e rispetta le regole e chi si ribella fregandosene del prossimo.
Questa situazione sta portando alla luce come siamo fatti, come siamo diventati dopo aver vissuto per anni nel benessere e nei vizi, trasportati da un consumismo che ci ha resi aridi, vuoti di valori ma pieni di cose materiali che neanche ci servivano davvero per essere felici.
C’è chi dice che tutto questo è un dono, un segno che ci può far ravvedere, che ci riporta verso i valori che ormai abbiamo dimenticato e c’è chi è incazzato e sta solo aspettando che tutto questo finisca per tornare a fare viaggi, apericene e feste come sempre, come se nulla fosse accaduto.
C’è chi soffre in ospedale, condannato a morire solo senza un abbraccio dei suoi cari e c’è chi va al mare nascosto dietro agli scogli per prendere il sole.
C’è chi si preoccupa per il futuro, per l’economia, per i posti di lavoro e chi pensa solo che quest’anno non potrà forse andare in ferie.
Tutto questo qualcosa cambierà, come ogni guerra, crisi e tragedia che hanno attraversato l’esistenza umana, forse in meglio, forse in peggio, solo il tempo potrà dirlo, solo il tempo e le nostre reazioni alle difficoltà ci spiegheranno che generazione siamo, se avremo la forza di cambiare, di sostenere il cambiamento e di superarlo o se quello che siamo diventati è solo fumo inutile, dissolto da un’influenza che nessuno avrebbe mai previsto.

(Marco.S.)

Vivere

L

a vita è disgrazia, lacrime, ma anche gioia, sorrisi… È attimi che non si cancellano, ma anche anni che dimentichi in un attimo… È lotta, battaglie senza fine, ma anche arrendersi, non combattere più… È dannazione, pazzia, follia, ma anche pace nell’anima… È regole che ti impone la società, che puoi scegliere di non rispettare, ma anche rispetto per le idee degli altri… È cantare, ballare, ma anche stare zitti, fermi… È desideri, sogni, ma anche finire a fondo, non sognare più… È aver voglia di vivere, ma anche di morire… La vita è fedeltà, ma anche tradimento… È amare da impazzire, ma anche impazzire per aver smesso di amare… È stravolgersi di sesso, passione, ma anche stare spenti nella pace dei sensi… È famiglia, amicizie, tanta gente intorno, ma anche finire soli senza nessuno… È il grande amore di una vita, due corpi chiusi in una stanza e tutto il mondo fuori, ma anche, per salvarsi, finire con chiunque senza amore… È fidarsi, ma anche rimanere talmente delusi da non fidarsi più di nessuno… È tenerezza, dolcezza, ma anche rabbia, cattiveria, insulti… È cose che ti aspetti che non arriveranno mai, ma anche ciò che non ti aspetti, che all’improvviso arriva… La vita è coscienza, ma anche far finta di non averla… È destino, ma anche provare a cambiarlo… È credere in Dio, ma anche bestemmiarlo e rinnegarlo… È sbagliare, ma anche avere la forza e il coraggio per rimediare… La vita è il più grande dono che ci è stato dato, dobbiamo onorarla per provare ad essere felici, qualsiasi sia il prezzo, perché morire di rimpianti…è morire due volte…

(Marco.S.)

Pessimista o realista?

Buonasera anime belle, rispondo qui’ a molte di voi che, affettuosamente, mi giudicano pessimista…

UN SANO REALISMO NON È PESSIMISMO…È VIVERE CONSAPEVOLI DI COME GIRA IL MONDO…È PROTEGGERSI, NON SOLO DAGLI ALTRI, MA ANCHE DA SE STESSI E DALLE INGENUE E PERICOLOSE ILLUSIONI CHE POSSONO DISTRUGGERE UN’ESISTENZA SENZA RITORNO PER SEMPRE.
PENSARE SEMPRE CHE TUTTO SIA MERAVIGLIOSO ANCHE QUANDO NON È COSÌ CI RENDE DEBOLI, A VOLTE AUTOLESIONISTI E PURTROPPO VULNERABILI.
IO SCRIVO, ORMAI È DIVENTATA LA MIA PIÙ GRANDE PASSIONE, NON POTREI PIÙ FERMARLA.
AMO I MIEI ANNI, LE GRANDI TRAGEDIE CHE HANNO ATTRAVERSATO LA MIA ESISTENZA DANNATA, COME AMO LE COSE PIÙ BELLE DEL MONDO CHE HO AVUTO LA FORTUNA DI POTER VIVERE. AMO TUTTO QUELLO CHE LA VITA E LA MIA FAMIGLIA MI HANNO INSEGNATO E L’UOMO CHE SONO DIVENTATO, ANCHE NELLA MIA MALATTIA.
SCRIVO D’AMORE, DI VITA, DEL PEGGIO E DEL MEGLIO CHE VEDO, NON SCRIVO PER COMPIACERE O PER ESSERE ADULATO MA PER CERCARE DI AIUTARE GLI ALTRI A RIFLETTERE. SCRIVO QUELLO CHE LA MIA ANIMA DETTA E I MIEI OCCHI VEDONO…MA RIMANE SOLO IL MIO PARERE, GIUSTO O SBAGLIATO CHE SIA, CONDIVISIBILE OPPURE NO.
HO SEMPRE GUARDATO IL PEGGIO DEL MONDO, CERCANDO DI NON ASSOMIGLIARGLI.
PER QUESTO SCRIVO QUELLO CHE PENSO E SENTO SENZA PAURA, NON SOLO NEI MOMENTI BUI MA ANCHE IN QUELLI FELICI E CERCO DI NON GENERALIZZARE MAI…
CIÒ CHE PERÒ POSSO DIRVI È CHE, VI GARANTISCO, IO SONO PROPRIO CIÒ CHE SCRIVO.
(Marco.S.)