Mio nonno era un grande UOMO, quegli uomini tutti d’un pezzo, era pieno di valori…piangeva per la commozione per ogni cosa…un uomo che leggeva la Bibbia ogni giorno, che ad ogni mia domanda rispondeva con un aneddoto di vita.
Era piccolo di statura ma aveva una forza immane, ricordo quando mi prendeva in braccio, sentivo la sua forza travolgermi d’amore, aveva le mani erose dalla fatica e l’animo consumato dai dispiaceri, la sua vita non era stata facile, due guerre erano passate davanti ai suoi occhi…la paura, la fame, la povertà.
Mi amava di un amore spropositato, mi amava di quell’amore indistruttibile, io lo sentivo, mi sono sempre sentito protetto dal suo amore.
Mia madre a volte, quando avevo già vent’anni, ancora mi sgridava e mio nonno le diceva sempre “lascialo stare che è piccolo”.
Ho passato la mia infanzia seduto sulle sue gambe ad ascoltarlo…stavamo seduti ore su una panchina in un giardinetto davanti al ristorante dei miei genitori, che lavoravano tutto il giorno…
Tutto quello che sono, l’ho imparato da lui…mi ha raccontato la vita, io adoravo sentire le sue storie, le storie di un’epoca fantastica piena dei più grandi valori degli uomini…non mi stancavo mai di ascoltarlo.
Ora i bambini guardano i film dei supereroi…io avevo il mio supereroe in casa e lo amavo…più di ogni altra cosa…
Quando sono poi diventato grande, mia madre mi ha raccontato che, quando la sera uscivo e rimanevo fuori, lui chiedeva sempre “ma Marco non torna a mangiare?”
Mia madre gli diceva “no non torna” e lui rispondeva “se non torna Marco non mangio”…e non mangiava davvero!
La vita gli ha tolto mia nonna presto…gli ha tolto il suo amore quando aveva 70 anni…e poi ha vissuto fino a 98.
Il giorno del mio matrimonio piangeva…ballava e piangeva e ha pianto tutto il giorno come nessun altro mai…aveva 96 anni.
Ha vissuto a casa con mio padre e mia madre, che lo hanno curato come un bambino…fino a 97 anni.
Io lo aiutavo a lavarsi, gli facevo la barba…di mia madre si vergognava…glielo dovevo e avrei potuto farlo all’infinito, pur di tenerlo per sempre con me…
Era sempre elegante, sempre in abito, camicia, cravatta e cappello, che non toglieva mai…questa è una cosa che caratterizza anche me…da sempre…forse è il mio modo di tenerlo con me…
Aveva l’Alzheimer e negli ultimi anni era diventato difficile tenerlo a casa, faceva cose pericolose…era a rischio ogni giorno e i miei dovevano lavorare…ma fino a quando è stato possibile abbiamo fatto di tutto per tenerlo con noi.
Nonostante io fossi già grande, se eravamo sul divano a guardare la TV, con il bastone mi schiacciava il piede…voleva ancora giocare, io allora gli schiacciavo il cappello, lui faceva finta di arrabbiarsi e così passavamo ore a giocare.
Mia madre diceva sempre “ho due figli in casa non uno”… lui rideva e io anche.
Quanto amore…quanto amore ho sentito… a volte tornavo a casa triste, lui lo vedeva subito e mi diceva “giochiamo a carte?” Io “dai nonno non ho voglia”…”sei arrabbiato?”….e io “no, nonno non sono arrabbiato”…”allora se non sei arrabbiato giochiamo a dama….solo una partita”…mi convinceva e finivamo per giocare ore ed ore, la rabbia mi passava perché, io lo vedevo, mi faceva vincere…e mi faceva ridere.
Ogni anno, quando andavamo al mare e finivano le vacanze, uscendo dal giardino della casa al mare diceva “ciao casa…non so se l’anno prossimo ci rivedremo”…Noi tutti ridevamo…questa cosa l’ha detta per 37 anni!
L’ amore di un nonno ti avvolge, ti protegge, ti difende.
Cosa darei per un’altra partita…solo un’altra partita a dama con lui! Se potessi questa volta, giuro, lo farei vincere io.
Un giorno i miei decisero di portarlo al ricovero perché era più sicuro viste le condizioni di salute e saremmo stati tutti più tranquilli…mi ricordo quel giorno…era venerdì…uscendo di casa mio nonno disse “se mi portate lì in due giorni muoio”.
Il sabato ci hanno chiamato che il nonno non mangiava…mia madre allora aveva deciso, dal dispiacere, che saremmo andati dopo una settimana a riprenderlo, se stava così…
La domenica a mezzogiorno il telefono squillo’…stavamo per uscire e andare a trovarlo…
Mio nonno era morto…
Il dispiacere ha distrutto la mia anima…che non è più guarita.

5 risposte a "MIO NONNO"

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  1. Mi sono commossa nel leggere il post dedicato a tuo nonno, perché è come se avessi rivissuto uno scorcio di passato…..ho amato mio nonno materno smisuratamente e smisuratamente lui ha amato me…..
    Mi sono rivista in alcune scene che hai descritto ,e ti ringrazio per questo, perché ho ripensato a piccoli momenti di quotidianità che spesso restano sepolti nella mente.
    Bellissimo racconto Marco

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  2. Ero il prediletto di mio nonno perché porto il suo nome ❤️ E di momenti vissuti con lui potrei scriverci un libro 😂😂 amava Bruce Lee ed andavamo la domenica al cinema assieme a vederci i film di karatè una volta abbiamo visto un film per tre volte consegutive Mio padre preoccupato è venuto a cercarci e quando ci ha trovato lui mio nonno si è preso tutta la colpa anche se in verità sono stato io a volerlo vedere per tre volte 😂😂 perché lui mi faceva ridere nell‘imitare le scene di karatè ❤️😂😂 e si loro erano supereroi i nostri Nonni.❤️

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